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R.A.W. lancia una campagna di equity crowdfunding su Opstart

L'obiettivo minimo della campagna è di 150 mila euro

Nei giorni scorsi è partita su Opstart, piattaforma di equity, lending e debt crowdfunding, la campagna di R.A.W., una PMI innovativa attiva nel settore med-tech con soluzioni pensate per l’oncologia interventistica 3D. Si tratta della prima azienda ad aver ottenuto il marchio CE per un sistema di realtà aumentata basato su occhiali per ambienti intraoperatori.

La campagna di equity di R.A.W. è partita

R.A.W. ha ottenuto il marchio CE per un sistema di realtà aumentata basato su occhiali per ambienti intraoperatori. Tale sistema è costituito da un dispositivo di navigazione 3D in realtà aumentata e da un rilevatore di margini di sicurezza 3D. Grazie a questi due prodotti è possibile ottenere una notevole riduzione dell’incertezza di risultato di interventi di ablazione tumorale. Questo sistema, grazie ad un’elaborazione molto dettagliata delle immagini e alla realtà aumentata, favorisce il raggiungimento del tumore target, in modo efficace e preciso.

Gli obiettivi della campagna

Partita su Opstart, la campagna di R.A.W punta a raccogliere almeno 150 mila euro. Si tratta dell’obiettivo minimo della campagna che ha fissato come target massimo la quota di 450 mila euro. Attualmente, sono stati raccolti fondi per il 55% del target minimo. Gli investitori avranno la possibilità di puntare su di una valida realtà. I due dispositivi di R.A.W. sono già certificati  immessi sul mercato in fase di utilizzo per casi clinici e studi clinici prospettici.

Per maggiori dettagli è possibile consultare la campagna di R.A.W. su Opstart.

Alessandro Rotilio, CEO di R.A.W, dichiara: “Quando il nostro direttore scientifico, il Prof. Solbiati, cambiò l’oncologia realizzando la prima ablazione nel 1982 pazienti che non avrebbero avuto altre chance si trovarono ad essere curati senza bisogno di una chirurgia. Oggi, anche grazie a questa campagna, abbiamo l’ambizione di cambiare un’altra volta le regole del gioco, rendendo gli interventi mininvasivi semplici e sicuri, come non lo sono mai stati, perché siano davvero per tutti.”

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