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Recensione Oppo Reno Z: cosa lo distingue dai fratelli maggiori?

Oppo Reno Z è l’ultima variante dell’ormai famosa serie di smartphone ad arrivare sul mercato italiano, ma cosa cambia rispetto agli apprezzatissimi Oppo Reno? Ve lo racconto in questa recensione.

Oppo Reno Z: la scheda tecnica

Come da consuetudine diamo prima un’occhiata alle caratteristiche tecniche di questo device.

Dimensioni: 157,3 x 74,9 x 9,1 mm
Peso: 186 g
Display: 6,4″ OLED – 1080 x 2340 pixel
CPU: Mediatek Helio P90
GPU: PowerVR GM9446
RAM: 4 GB
Memoria: 128 GB
Rete: 4G LTE – Dual SIM
Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0, USB Type-C, GPS, NFC
Batteria: 4035 mAh
Fotocamera posteriore: 48 + 5 MP
Fotocamera anteriore: 32 MP
Video: 4K @30 fps
Sistema operativo: Android 9.0 Pie con ColorOS 6.0

Esteticamente non cambia (quasi) nulla

La prima volta che ho visto Oppo Reno Z ho pensato: “Ma è uguale al Reno classico!” e invece no. Una differenza c’è ed è piuttosto sostanziale: il nuovo device cinese rinuncia infatti alla pinna di squalo che nei fratelli maggiori ospitava la fotocamera frontale e la capsula auricolare. Torniamo quindi ad un’estetica un po’ più tradizionale, con un piccolo notch centrale che va ad incastonarsi nel display AMOLED da 6,4 pollici. Quest’ultimo è protetto dal vetro Corning Gorilla Glass 5, integra al suo interno un rapido lettore d’impronte digitali (ma potete usare anche lo sblocco con il volto) e regala un’ottima esperienza d’utilizzo, con colori realistici, ottimi angoli di visioni e un’eccellente luminosità.

Ad essere diverse infine sono dimensioni e cornice: le prime sono leggermente più generose, mentre la seconda è in policarbonato e non più in metallo. Il resto invece è piuttosto invariato: sulla parte posteriore abbiamo l’O-Dot, la sfera in ceramica che mantiene leggermente sollevato lo smartphone per proteggere la doppia fotocamera posteriore, a filo, mentre sul profilo destro abbiamo il tasto di accensione/spegnimento – con una splendida scanalatura verde al centro – e a sinistra i due pulsanti dedicati al volume. Sul lato inferiore invece abbiamo lo speaker, l’ingresso USB-Type-C, il microfono e il jack da 3,5 mm.

Qualche novità infine l’abbiamo dal punto di vista delle colorazioni: Oppo Reno Z ripropone il Jet Black del fratello ma sostituisce l’Ocean Green con un accattivante Aurora Purple. Inutile dire che con quest’ultimo non passerete certo inosservati.

Sotto la scocca è tutto differente

A distinguere l’ultimo device della famiglia dall’Oppo Reno classico è soprattutto l’hardware: niente processore Qualcomm per lui ma un MediaTek Helio P90, un octa-core da 2,2 GHz affiancato da 4 GB di RAM e 128 GB di memoria interna, purtroppo non espandibile.

Il terzetto si comporta sorprendentemente bene: il sistema è sufficientemente reattivo e fluido, in grado di svolgere qualsiasi attività, sessioni di gaming incluse. A disposizione dei gamer poi c’è anche la tecnologia Hyper Boost 2.0, progettata per ottimizzare i processi in background e garantire così prestazioni migliori. Da non dimenticare infine lo Spazio Gioco, che blocca i banner indesiderati e attiva una barra dedicata così da avere le principali impostazioni a portata di mano.

A bordo infine troviamo Android 9.0 Pie con la ColorOS 6.0, curata ed efficiente, e una corposa batteria da 4035 mAh, che vi aiuta ad arrivare senza difficoltà a fine giornata anche con un uso più intensivo. Se poi siete non siete soliti maltrattare lo smartphone, sappiate che con questa batteria potrete coprire serenamente quasi 2 giorni.

Cambia la fotocamera frontale

Il doppio sensore posteriore è in realtà il medesimo di Oppo Reno: troviamo quindi un Sony IMX586 da ben 48 megapixel – che scatta immagini a 12 megapixel interpolando quattro pixel in uno – e un sensore secondario da 5 megapixel che si occupa della profondità e, di conseguenza, dell’effetto bokeh. Il risultato è il medesimo visto sul fratello con fotografie di buona qualità, colori bilanciati e una modalità notte – chiamata Ultra Night Mode 2.0 – che si comporta piuttosto bene.

Identici anche i video, sempre in 4K e a 30 fps che sì, non sono affatto male, ma soffrono l’assenza di stabilizzazione.

Cambia infine la fotocamera frontale che arriva a ben 32 megapixel. Il risultato non è affatto male seppure un po’ calanti in condizioni di scarsa luminosità.

    Oppo Reno Z: acquistarlo oppure no?

    Il piccolo della famiglia in realtà è ben carrozzato: il design è comunque elegante, il processore MediaTek vi offre tutta la potenza di cui avete bisogno, l’autonomia è eccellente e la fotocamera è davvero soddisfacente. Certo, non c’è l’effetto wow provocato dalla fotocamera pop-up, ma in compenso non dovrete preoccupare della polvere che entra nel meccanismo a pinna di squalo e in più risparmiate risparmiate 150 euro. Oppo Reno Z infatti è disponibile al prezzo di 349 euro e sì, potrebbe essere un vero affare.

    Oppo Reno Z

    • Il colore Aurora Purple è spettacolare
    • Ottimo display
    • Buone performance
    • Autonomia incredibile
    • Fotocamera soddisfacente
    • Manca l'effetto wow della pinna di squalo
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    Erika Gherardi

    Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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