fbpx
HotRecensioni VideogiochiVideogiochi

La recensione di Resident Evil Village: i terrificanti segreti del villaggio

Ci siamo addentrati nel Villaggio insieme a Ethan...

Abbiamo provato Resident Evil Village, l’ultimo capitolo della famosa saga horror targata Capcom, e siamo pronti a dirvi la nostra con questa recensione. La nostra prova è avvenuta su PlayStation 4 ma possiamo affermare fin da subito che siamo rimasti letteralmente a bocca aperta per la grafica.

Adesso, cari lettori, siete pronti ad addentrarvi nel villaggio insieme a noi?

La recensione di Resident Evil Village: cosa si nasconde nel villaggio?

Per mesi il pubblico ha esposto le sue teorie, fatto supposizioni e immaginato ciò che sarebbe potuto accadere all’interno di questo nuovo capitolo. I trailer hanno lasciato la maggior parte dei fan di vecchia data perplessi, quasi spaventati. Cosa sono quelle strane creature che si vedono e chi è questa Lady Dimitrescu di cui tutti parlano?

In poco tempo Capcom ha poi deciso di rispondere alle pungenti domande del pubblico, affermando che sì, quelle creature erano licantropi e che Lady Dimitrescu è solo uno dei potenti nemici che i fan troveranno all’interno del gioco. Alcuni hanno storto il naso, rimanendo fedelmente attaccati alle radici della Umbrella Corporation, il virus T e gli zombie. Altri, invece, si sono incuriositi e hanno accolto a braccia aperte questo nuovo capitolo della saga.

Posso affermare di aver fatto parte di entrambi i gruppi: ero scettica poiché gli zombie sono sempre stati un punto importante della saga, allo stesso tempo però ero curiosa. In fin dei conti la Umbrella Corporation non può aver dato vita solo agli zombie, deve esserci altro, qualcosa che ancora non ci hanno detto. L’idea di una nuova prospettiva mi intrigava e spaventava. I cambiamenti fanno sempre paura, dico bene?

Ho deciso però di accettare la sfida e mi sono addentrata nel Villaggio insieme al povero Ethan. L’esperienza, cari lettori, è stata terrificante e degna di essere affiancata al nome Resident Evil. È pericoloso entrare nel dettaglio con la trama ma è bene sottolineare che, per comprendere al meglio la storia, è necessario aver completato Resident Evil 7: Biohazard in quanto i due titoli sono collegati tra di loro.

La trama

villaggio-in-Resident-Evil-Village-tech-princess

Resident Evil Village è ambientato tre anni dopo gli eventi presentati in Resident Evil 7: Biohazard. Ethan, ormai sano e salvo dall’incubo, si è trasferito in una nuova casa con sua moglie Mia e sua figlia Rosemary. La famiglia vive in tranquillità e raramente parla di ciò che è avvenuto anni prima.

Tuttavia Ethan è ancora molto scosso da quegli eventi mentre sua moglie Mia sembra aver superato tutto. Una notte, mentre i due sono in procinto di cenare, Chris Redfield e una squadra di soldati armati fanno irruzione in casa, uccidendo Mia e rapendo Ethan con sua figlia Rose.

Ethan è sconvolto e cerca di ottenere delle risposte ma uno dei soldati lo colpisce, facendogli perdere conoscenza. In seguito l’uomo si risveglia accanto ad un camion distrutto: accanto a sé trova i corpi dei soldati, brutalmente uccisi. Ethan si alza e si ritrova nel bel mezzo di una fitta foresta innevata. Si fa strada, impaurito e solo, fino a quando non trova un misterioso villaggio dell’Europa orientale.

Il povero protagonista si imbatte poi in strane creature mutanti, apparentemente simili a licantropi. Messo alle strette dalle creature che lo circondano, viene poi catturato dai capi del villaggio, i Lord: Madre Miranda e i suoi accoliti Alcina Dimitrescu, Donna Beneviento, Salvatore Moreau e Karl Heisenberg.

Qui ha inizio la terribile avventura di Ethan Winters che, tra mostri e terrificanti segreti, fa il possibile per ritrovare la sua dolce Rose.

La recensione di Resident Evil Village: ambientazioni piacevolmente familiari

Castle-Dimitrescu-tech-princess

Il primo elemento che salta all’occhio, all’inizio della nostra avventura, è l’ambientazione. La nostra prova, come abbiamo accennato all’inizio, è avvenuta su PlayStation 4 ma permettetemi di evidenziare le meravigliose location che Capcom ha realizzato per noi. Nonostante il motore grafico inferiore, sono rimasta piacevolmente sorpresa.

La cura del dettaglio è impeccabile e sorprendente. Dalle incisioni sulle armi, la neve che si sposa con l’oscurità del villaggio, fino ad arrivare al legno pregiato e i ghirigori che caratterizzano il Castello Dimitrescu. L’attenzione al particolare di Capcom è davvero incredibile e non oso immaginare come tutto ciò possa risultare elegante e maestoso sulla console next-generation.

Questo oscuro villaggio, caratterizzato da morte e tenebre, risulta affascinante e quasi poetico: forse sarà merito della candida neve oppure dei lievi raggi solari che, a volte, mettono da parte la timidezza e illuminano le case ormai distrutte e abbandonate.

Capcom è riuscita a rendere questo luogo angusto quasi piacevole da osservare. Non fatevi però ingannare perché il Villaggio, come ci avevano detto in precedenza, nasconde degli oscuri segreti. Questo luogo, però, ha quel je ne sais quoi di familiare. Lo avevamo intuito dal titolo e poi anche dai trailer: i riferimenti a Resident Evil 4 ci sono e non potremmo esserne più felici.

Sapete però che ci sono degli aspetti ancora più interessati? Ve ne accorgerete nel corso della vostra avventura se mai avrete il fegato di accompagnare Ethan ma in Resident Evil Village non sono presenti solo riferimenti al quarto capitolo. Ciò che più mi ha sorpresa è stato percepire e notare riferimenti ad altri capitoli.

Capcom ha ben pensato di prendere gli elementi più interessanti e caratteristici dei vari titoli di Resident Evil e ha deciso di fonderli, dando vita all’ibrido perfetto. Sono consapevole del fatto che alcuni di voi sono scettici e non molto propensi ad accogliere questo nuovo capitolo ma non fatevi ingannare dalle apparenze.

Resident Evil Village risulta essere il degno erede dei primi quattro capitoli della saga. Avrete il primo input una volta varcata la soglia del Castello Dimitrescu. Seppure più elegante e maestoso, i riferimenti a Villa Spencer sono più vivi che mai. Ve ne accorgete camminando per le scale, per i lunghi corridoi, osservando i quadri, ogni minimo dettaglio delle stanze.

Si percepisce un’aria così familiare che è impossibile non tremare di paura. L’esplorazione continua e ci si rende conto di un’altra similitudine: alcune porte hanno bisogno di chiavi particolari, con uno stemma. Continuano quindi i riferimenti del primo capitolo, procedendo poi verso il secondo.

Il riferimento più grande al secondo e terzo capitolo è proprio l’elegante Lady Dimitrescu che ha conquistato, prima del debutto ufficiale del titolo, il cuore dei giocatori. Una donna di quella portata (e altezza) di certo non soccombe dopo un colpo di fucile a pompa. Il suo ruolo è simile a quello del temuto Mister X o del Nemesis. Ci segue, ci cerca, vuole ucciderci e noi non possiamo fare nulla, se non scappare.

I suoi passi pesanti rimbombano per tutto il Castello e la tensione arriva fino alle stelle. Non sappiamo dove andare, lei potrebbe essere ovunque: sulle scale, dietro l’angolo oppure dietro di noi. In questo caso il comparto sonoro ci offre un aiuto importante. Si passa da un assordante silenzio, apparentemente innocuo ad una incalzante tensione, caratterizzata da musica frenetica. In quel momento sappiamo che il nemico è vicino: forse fin troppo.

Per quanto riguarda il quarto capitolo, che ha rivoluzionato completamente la saga, di riferimenti ne abbiamo a bizzeffe. Dalle casse e i vasi da rompere per ottenere oggetti, i cristalli (degni eredi degli spinelli) che possiamo rivendere, i corvi che lasciano del denaro quando li uccidiamo, fino ad arrivare ad alcune location, vari nemici e anche un apparente amico chiamato, qui, il Duca.

Il Duca: armi, munizioni e tutto ciò che ci serve per sopravvivere

Il Duca in RES Village

Il Duca è colui che ci introduce nel Villaggio, che ci spiega gradualmente ciò che sta accadendo e ha la funzione di mercante. Ve lo ricordate quel losco uomo che in Resident Evil 4 ci seguiva ed ogni tanto sbucava da qualche angolo, senza alcuna logica? Perfetto, il suo ruolo è lo stesso. L’unica differenza è che si fa chiamare il Duca ed è leggermente più in carne, meno losco e più regale rispetto al mercante del quarto capitolo.

La sua presenza è fondamentale per noi poiché vende oggetti. Non vende solo armi o fluidi chimici per curarci ma anche ciò che noi giocatori abbiamo sempre desiderato: munizioni. Come potete immaginare non possiamo comprare tutte le munizioni che vogliamo – anche perché i soldi ad un certo punto terminano, però è comunque un buon aiuto per continuare la nostra pericolosa esplorazione. Il Duca è anche in grado di potenziare le nostre armi per renderle più efficaci.

Durante i brevi dialoghi con questa imponente figura, poi, alcuni di voi potrebbero notare una particolare reference a Resident Evil 4 e il suo mercante: impostate la lingua dell’audio in inglese e capirete.

Oltretutto il Duca, mano a mano che troviamo nuove armi, ci venderà le istruzioni per creare munizioni apposite. Un altro elemento fondamentale in Resident Evil Village è proprio questo, la possibilità di creare oggetti che ci saranno utili nel corso della nostra avventura. Munizioni, fluidi chimici, mine antiuomo e molto altro.

In merito a ciò, è necessario spendere due parole riguardo l’inventario di Ethan e gli slot a disposizione. A primo impatto potrebbe sembrare che Capcom ci abbia fatto un favore ma non sottovalutate il vostro inventario perché farà presto a riempirsi. Non è piacevole sentirsi dire dal gioco: “Il tuo inventario è pieno.”.

Assicuratevi quindi di avere il vostro inventario sempre in ordine, in modo da non avere problemi in futuro.

Enigmi e nemici: non ci si annoia mai

Resident Evil Village recensione

Con l’arrivo di Resident Evil 7: Biohazard, Capcom ha introdotto la prima persona. All’inizio è stato strano abituarsi a questa nuova modalità: eravamo abituati alla vecchia telecamera in terza persona, che girava nel momento in cui il nostro personaggio svoltava l’angolo, offrendo uno spiacevole effetto sorpresa.

La prima persona però funziona e anche egregiamente. L’atmosfera che si respira in Resident Evil Village è pesante, ansiogena ma differente. Qui risulta essere più adrenalinica, spinta, piena di azione ed incredibilmente energica. Siamo tesi come una corda di violino e anche nei momenti più tranquilli, ci guardiamo intorno.

Un singolo rumore, verso, qualsiasi cosa e subito ci ritroviamo a puntare la pistola verso chissà cosa. A volte, però, i rumori si fanno sempre più pressanti e se si alza lentamente lo sguardo è possibile notare i licantropi seduti sui tetti del villaggio, in attesa.

Capcom aveva anticipato qualcosa al riguardo e il gioco ci ha dato la conferma. I licantropi hanno una storia ma non posso parlarvene altrimenti rischierei di spoilerare importanti elementi della trama. Parliamo del comportamento di queste creature. A tratti ricordano i Ganados, di Resident Evil 4, perché impugnano armi e ci attaccano con violenza.

Queste creature, però, sono più astute.

Si fermano sui tetti o sugli alberi e attendono il momento giusto per attaccare. Sono veloci, feroci e non si tirano indietro. In ogni caso, come ogni Resident Evil che si rispetti, con la giusta attenzione e mira potrete far saltare loro la testa. Fate però attenzioni alla distanza da cui sparate e alle munizioni.

Nel corso della nostra esperienza incontreremo altre creature ma preferisco non dirvi nulla, è meglio che sia una sorpresa – anche se spiacevole, lo ammetto.

Un altro aspetto da evidenziare sono gli enigmi. Resident Evil Village ci riporta alle atmosfere dei primi due capitoli, offrendoci tanti buoni enigmi con cui fare i conti. Alcuni sono più semplici, altri invece più complicati ma una cosa è certa: non vi annoierete mai. Sia per quanto riguarda gli enigmi e gli oggetti da trovare, sia per i nemici che sbucano da ogni angolo, pronti a farci fuori.

Il verdetto finale: cosa ne pensiamo di Resident Evil Village?

Come concludere questa recensione di Resident Evil Village? Molto semplice, dicendo la verità.

Resident Evil Village è una novità. Ci troviamo davanti ad un gioco che è riuscito ad incarnare l’essenza dei primi capitoli della saga, collegandosi alla perfezione con loro. Non posso dirvi di più riguardo la trama ma fidatevi perché al termine della vostra avventura, avrete le risposte che tanto attendevate.

Questo nuovo capitolo risulta essere l’ibrido perfetto, in grado di attirare nuovi giocatori alla saga ma anche di emozionare i veterani. Resident Evil Village è equilibrato ed è pronto ad offrire molto al suo pubblico, da una trama intrigante e ben articolata, a nemici feroci con tanto di enigmi e atmosfera tesa, oscura.

Capcom disse al pubblico che il Villaggio avrebbe avuto un ruolo fondamentale all’interno della storia, quasi come se fosse un personaggio anche lui e aveva ragione. L’essenza del Villaggio si sente ed è pronta ad insediarsi sotto la nostra pelle in modo pungente e doloroso.

Il verdetto? Capcom ha offerto al pubblico un titolo degno di nota, in grado di portare la saga di Resident Evil ad un livello successivo senza però abbandonare le sue origini. La colonna portante della saga non sono solo gli zombie e la Umbrella Corporation nasconde molto più di quanto si possa pensare.

Adesso, siete pronti ad entrare nel Villaggio?

Resident-Evil-Village-recensione-tech-princess (1)

PRO

  • Trama intrigante che si collega ai capitoli precedenti
  • Ambientazioni suggestive e grafica mozzafiato
  • Ibrido perfetto tra i vecchi capitoli
  • Nemici feroci e da non sottovalutare
  • Buon numero di enigmi
  • Innovativo e fedele allo stesso tempo

CONTRO

  • Storia dei Lord poco approfondita
Offerta
Resident Evil Village - PlayStation 5
  • Vivi il genere survival horror come mai prima d'ora con Resident Evil village
  • La moderna tecnologia per console, abbinata alla re Engine di Capcom, offre un'esperienza viscerale che combina...
  • Ambientata alcuni anni dopo gli orribili eventi dell'acclamato Resident Evil 7 Biohazard, la storia inizia con Ethan...

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button