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scegliere un treppiedi

Come scegliere il treppiedi che fa per te
Il treppiedi rappresenta uno degli accessori fondamentali nel corredo di un fotografo. Vediamo secondo quali criteri scegliere quello giusto


Scegliere un treppiedi 

Partiamo da un presupposto fondamentale: ci sono molte tecniche di ripresa che non sarebbero praticabili senza l’aiuto di un treppiedi. Ed è per questo che nel corredo fotografico non ne può mancare uno. Ma come scegliere il treppiedi giusto?

Tanto per dire, è praticamente impossibile eseguire delle lunghe esposizioni perfettamente nitide senza l’adeguato supporto. Questo vuol dire che senza treppiedi non sarà facile realizzare fotografie notturne o quei classici paesaggi in cui l’acqua sembra un manto setoso. E niente illuminazioni creative come il light painting o, ancora, niente fotografie in luoghi particolarmente bui senza ritrovarsi a dover combattere con l’eccessivo rumore dovuto agli alti ISO a cui ci dovremo affidare.

lunga esposizione
L’effetto setoso di cui parlavo…

Questi sono solo alcuni degli esempi, perché senza un treppiedi sarà difficile avere la massima nitidezza anche per immagini architettoniche e naturalistiche. Ci sono sicuramente altri generi che potrei citare per sottolineare l’importanza del treppiedi, ma già così ho abbracciato le più classiche situazioni in cui ne avrete bisogno.

E aggiungo anche che senza il treppiedi non avremmo mai potuto godere di immagini di grandi fotografi paesaggisti e mi limito a citarvene giusto uno: Ansel Adams. Andate a dare un’occhiata ai suoi panorami mozzafiato. 

Finora ho parlato solo di fotografia, ma anche in ambito video il treppiedi è un accessorio molto importante ed è lecito dire che in generale, per la realizzazione di immagini, il treppiedi possa essere considerato come uno dei principali attori protagonisti.

Come scegliere il treppiedi perfetto

Quello che dovete sapere è che sul mercato ce ne sono di ogni genere e per ogni portafoglio, quindi è prima di tutto è fondamentale avere ben chiaro il tipo di utilizzo che ne farete. Ad esempio, se avete intenzione di portarvelo in viaggio è bene che sia un treppiedi compatto e leggero per non pentirvi della scelta dopo pochi minuti. Sicuramente sarà necessario trovare dei compromessi, soprattutto se la vostra fotocamera è pesante o se pensate di andare a fotografare in luoghi notoriamente molto ventosi. In questi casi, per quanto lo si possa desiderare, un treppiedi troppo leggero non farà mai al caso vostro. E i compromessi vanno fatti pensando anche al budget, perché magari potreste trovarvi davanti a due treppiedi identici che si differenziano solo per i materiali utilizzati. Uno magari è in alluminio, l’altro in fibra di carbonio. Il primo peserà di più e costerà di meno, il secondo sarà sicuramente più leggero ma anche decisamente più caro.

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Se peso e dimensioni sono i primi parametri su cui basarsi, c’è poi quello legato alla stabilità, che è forse il più importante. Un treppiedi non deve trasmettere alcuna vibrazione alla fotocamera durante lo scatto, altrimenti i risultati ne risentiranno. Per questo motivo è importante scegliere un treppiedi realizzato con materiali rigidi e che abbia dei sistemi di fissaggio sicuri.

scegliere un treppiedi

Ci sono poi ulteriori caratteristiche da valutare nella scelta del treppiedi giusto per le proprie esigenze, come la colonna centrale, che ci permette di raggiungere altezze maggiori e in alcuni modelli specifici anche di essere posizionata orizzontalmente. Altro aspetto da considerare è il tipo di blocco delle gambe: ci sono meccanismi a leva o quelli a vite. Personalmente preferisco quelli con la leva, con cui è decisamente più rapido prepararsi allo scatto, così come ci si impiega molto meno tempo anche a richiuderli. 

Infine, per scegliere un treppiedi, dobbiamo anche considerare la testa che andremo a montare sulle gambe. Sebbene sia possibile, non è prassi comune utilizzare un treppiedi senza la testa. Ne esistono di moltissimi tipi e ancora una volta la scelta sarà determinata dallo scopo: le più comuni sono le teste a sfera, le teste a 2 o 3 vie, quelle a cremagliera o le teste fluide, indicate per l’ambito video.

Ora che vi ho illustrato quelle che sono in generale le caratteristiche, vediamo di capire come sceglierne il treppiedi più adatto alle vostre esigenze. Vale lo stesso discorso che ho già fatto per fotocamere ed obiettivi, non ne esiste uno universale.

Scegliere un treppiedi: peso, dimensioni e altezza

Come già avrete intuito i primi aspetti da approfondire prima di acquistare un treppiedi sono peso, dimensioni e anche altezza. E ci aggiungo anche il peso che è in grado di supportare, perché sia mai che durante uno scatto cada tutto a terra finendo con il rompere fotocamera e obiettivo! Quindi, ancor prima di preoccuparvi di quanto peso dovrete sopportare voi sulle spalle per potarvi dietro un treppiedi, assicuratevi che possa sostenere il peso della vostra fotocamera e del vostro obiettivo più pesante, magari anche qualcosa in più. Meglio stare tranquilli anche quando, senza pensarci troppo, aggiungerete alla fotocamera altro preso appoggiandovi al treppiedi. O, chissà, magari in futuro aggiungerete un flash o un altro accessorio che aumenterà il peso complessivo, quindi meglio essere certi da subito che il treppiedi potrà sorreggere tutto ciò.

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Per quanto riguarda l’altezza, invece, il primo suggerimento utile – e parlo per esperienza personale – è di scegliere un treppiedi che sia abbastanza alto da non costringervi a piegarvi ogni volta per guardare nel mirino o nel display. Salvo situazioni particolari è, infatti, buona norma, quando si fotografa, avere il mirino alla stessa altezza dei nostri occhi. Per darvi dei riferimenti generici, considerate che, se state acquistando un treppiedi senza la testa, le gambe, una volta aperte, raggiungano più o meno le vostre spalle. Se, invece, è già compresa la testa, il suo punto più alto deve arrivare approssimativamente all’altezza della vostra mascella. So, però, che questo aspetto non possa sempre rientrare nel parametro fondamentale di ogni acquisto, il budget. Per quanto possibile, cercate di scegliere un treppiedi che arrivi almeno 160cm.

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Parlando invece di altezza minima, cioè quando sarà ripiegato su se stesso, i fattori da considerare sono legati soprattutto allo spazio che potrete dedicargli per portarlo sempre con voi. E allo stesso tempo non deve pesare troppo altrimenti sono certo che non lo porterete così spesso in viaggio! Ancora una volta entra in gioco il fattore del costo, perché scegliere un treppiedi leggero, robusto e che duri nel tempo vuol dire optare per uno realizzato in fibra di carbonio. È sicuramente il materiale migliore, ma è anche quello che vi farà spendere di più. Più pesanti, più comuni e sicuramente più a buon mercato sono i treppiedi in alluminio. Infine, ce ne sono anche in acciaio, che sicuramente sono solidi, ma troppo pensati per l’utilizzo fuori dal studio. Anzi, solitamente si addicono a produzioni video che prevedono l’utilizzo di grandi videocamere.

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Il peso complessivo può determinare anche dalle dimensioni delle gambe, non solo dal materiale con cui sono realizzate. Il diametro varia in base a quante sezioni hanno e a quanto peso possono sopportare. Per portare un treppiedi sempre con voi vi suggerisco di non andare oltre i 2/2,5kg (quelli in fibra di carbonio, senza considerare la testa, in media pesano circa 1,5kg). 

Le gambe dei treppiedi hanno solitamente dalle 3 alle 5 sezioni e ovviamente più sono più il treppiedi potrà raggiungere un’altezza maggiore. Ma attenzione, perché più si va in alto più scende la stabilità. Nei casi di treppiedi molto alti, vi suggerisco infatti di utilizzare un peso da attaccare sotto la colonna centrale per aumentarne la stabilità. Quasi tutti i treppiedi sono dotati di un gancio, sfruttatelo attaccandoci il vostro zaino o la vostra borsa fotografica. A volte la colonna centrale – in alcuni casi anche una delle gambe – può essere separata dal resto del treppiedi diventando un monopiede. Si utilizza sicuramente in meno occasioni, ma vale la pena scegliere uno treppiedi che ci dia anche questa possibilità, non si sa mai. 

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Alcuni treppiedi, inoltre, offrono la possibilità di cambiare i piedini, così da poter scegliere quelli più adatti al tipo di terreno in cui ci si trova a fotografare. Altri, invece, hanno dei sistemi a vite da cui far fuoriuscire una punta per fissare meglio il treppiedi su terreni scivolosi.

Come scegliere un treppiedi: il primo acquisto

Se vi siete da poco avvicinati alla fotografia è possibile che abbiate optato per una fotocamera non troppo ingombrante, come una mirrorless o una reflex entry-level. Se è questo il vostro caso potrete sicuramente optare per dei treppiedi leggeri (anche da meno di 1kg) perché sarà comunque in grado di reggere la vostra fotocamera. La famiglia Manfrotto Compact, per esempio, offre diversi prodotti che sicuramente faranno al caso vostro. Sono leggeri, facilmente trasportabili e in grado di sostenere e mantenere stabili fino a circa 3kg complessivi tra fotocamera e obiettivo. Parliamo quindi anche di reflex di media fascia con un obiettivo standard. Ecco, non pensate di poterci montare chissà quale teleobiettivo, però per iniziare potrebbe essere una scelta abbastanza economica (i prezzi sono tutti sotto i 100 euro).

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A sinistra il Manfrotto Compact Action e a destra un Sirui T-Series.

Se volete spendere di meno potete dare un’occhiata anche ad altri brand, come Sirui, Cullmann o banalmente Amazon Basic. Per iniziare a prendere confidenza con le lunghe esposizioni, con la fotografia notturna o con generi in cui è richiesto l’uso del treppiedi non è necessario spendere tanto, anche se un buon treppiedi ve lo porterete dietro per molti anni. Considerando che con il tempo potreste cambiare la vostra fotocamera, aggiungere obiettivi più pesanti di quelli che attualmente avete, fotografare magari sotto la pioggia o in altre situazioni avverse, se ne avete la possibilità fate subito un pensierino su un treppiedi di più alto livello. 

Il treppiedi da viaggio

Se volete viaggiare con il vostro fido treppiedi al seguito assicuratevi che entri in valigia! Questa è l’unica vera discriminante. Fate attenzione alle dimensioni minime e scegliete qualcosa con soluzioni di risparmio di spazio tipo ciò che offre il Benro Travel Slim. Si tratta di un treppiedi che da chiuso occupa meno spazio di molti altri perché ripiegandosi su se stesso, la testa verrà chiusa tra le gambe.

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Il Benro Travel Slim è una soluzione davvero pratica in viaggio.

Tenete a mente che viste le dimensioni contenute difficilmente un treppiedi da viaggio sarà molto alto, avrà tante sezioni per contenere le dimensioni e probabilmente sarà in fibra di carbonio per ridurre al minimo il peso. In sostanza un buon treppiedi da viaggio costerà. Infatti, il treppiedi da viaggio perfetto deve essere il connubio ideale tra portabilità e leggerezza, senza dimenticare anche l’aspetto della stabilità. Questo non vuol dire che non ce ne siano di alluminio meno costosi, ma proprio perché volete portarlo sempre con voi forse è il caso di fare un investimento maggiore. La linea Manfrotto Befree è tra le più vendute in assoluto e ci sono diversi modelli, date uno sguardo anche lì. 

Leggi anche: Come scegliere la fotocamera giusta

Tra i treppiedi da viaggio inserisco una sottocategoria, quella dei cosiddetti treppiedi da tavolo. Si tratta di piccoli treppiedi che occupano pochissimo spazio e che possiamo davvero portare sempre con noi. Entrano tranquillamente in una borsa o uno zaino, ma magari anche nella tasca della vostra giacca. I più noti tra questi sono quelli della famiglia Joby, i Gorillapod. E non pensate che non siano stabili o che non possano reggere la vostra fotocamera, perché esistono dei modelli che possono supportare fino a 5kg! 

gorillapod

Se quindi volete viaggiare il più leggero possibile una soluzione come quella dei Gorillpod potrebbe davvero fare al caso vostro. Possono anche essere agganciati facilmente a molteplici supporti per via della loro struttura. 

La scelta è tra tante possibile opzioni, ricordatevi di scegliere qualcosa di comodo, che non vi intralci quando non lo state utilizzando, ma che sia anche sufficientemente resistente. 

Scegliere un treppiedi: prestazioni migliori

I treppiedi possono costare davvero tanto, ma cosa cambia con i modelli di fascia più bassa? Un treppiedi non è solo una struttura con tre gambe su cui montare la fotocamera, un treppiedi deve essere un fedele compagno di lavoro. Non è sicuramente necessario spendere fino a 1500 euro per un treppiedi e una testa Gitzo – probabilmente quanto di meglio si possa trovare – perché sia Manfrotto che Benro, per fare un esempio, possono offrire ciò di cui anche il professionista ha bisogno. La linea 055 di Manfrotto costa poco più di 500 euro (prezzo di listino) a cui andrà aggiunta una testa adeguata, ma sono tanti i professionisti che la utilizzano. E se cercate bene potreste trovare delle offerte davvero invitanti per cui ha senso fare un investimento per un treppiedi che durerà a lungo nel tempo, come quella attualmente in atto su Amazon per cui si può trovare la versione a 3 sezioni per soli 200 euro

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Più si sale nella gamma di un produttore, più troviamo finiture, dettagli e quant’altro studiato per offrire il massimo della stabilità e del comfort. Treppiedi di fascia alta possono essere utilizzati sia in studio che sul campo, sono spesso dotati di colonna centrale che può estendersi anche orizzontalmente, utile per fotografia macro e food. O ancora, possono permettere di montare accessori fotografici e video su un braccio o un supporto dedicato, insomma possono essere modulabili. Possiamo trovare integrati piccoli utili accessori, come una bolla, utile per avere orizzonti perfettamente dritti. 

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Il treppiedi Benro TGP27C Go Plus Classic Carbon Tripod

Se cercate, invece, un treppiedi da studio le accortezze da seguire prima di scegliere il treppiedi giusto sono sicuramente meno. Non ci servirà più leggerezza e quindi non ci servirà la fibra di carbonio non dovendo portarlo da una location ad un’altra. Ci servirà qualcosa di assolutamente stabile e che possa essere regolato con facilità. La scelta su un treppiedi con colonna centrale a cremagliera è indicata, perché consente una regolazione precisa dell’altezza anche con tanto peso sulla testa. Per i treppiedi da studio è bene sceglierne uno con sistema di supporto centrale, che però possa essere attivato sia in modo simmetrico che asimmetrico. Cosa vuol dire? Vuol dire che potremo regolare con facilità l’angolazione delle gambe e volendo scegliere diverse angolazioni per ogni gamba. Si tratta di un sistema versatile e al tempo stesso molto sicuro, in grado di offrire la massima stabilità in ogni posizione. 

Questo è il Manfrotto 475B, ideale per uno studio fotografico

Scegliere un treppiedi: la testa

Fondamentale nella scelta di un treppiedi è anche la testa da abbinarci. Anche in questo caso ci sono diverse possibilità tra cui pescare, quelle a sfera, a tre vie, le teste panoramiche o quelle fluide per il video. Variano non solo per tipo, ma anche per dimensioni, prezzo – ce ne sono da poche decine di euro a oltre 1000 euro. Come per i treppiedi il costo varia a seconda dei materiali utilizzati, alla capacità di durare nel tempo e ai sistemi che una testa sfrutta. 

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A sinistra una classica testa a sfera. A destra, una a tre vie.

Per iniziare la cosa migliore è provare una semplice testa a sfera, in grado di adattarsi a molti generi fotografici e facili da utilizzare. Un solo sistema di blocco per posizionare la fotocamera esattamente come preferite. Per un maggior controllo, invece, esistono le teste a 3 vie, quelle che hanno una leva per ogni movimento. Questo sistema lo consiglio soprattutto per chi lavora in studio, che ha tempo di manovrare tre diverse leve per regolare l’inclinazione laterale e quella verso l’alto e il basso. Inoltre, le teste a tre vie occupano più spazio di quelle a sfera, quindi anche per una questione di ingombro non sono pratiche da portare sempre in giro. 

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Se le teste a sfera e a tre vie sono le più comuni, i fotografi di architettura ameranno quelle panoramiche, che permettono delle regolazioni micrometriche. Grazie a questo sistema possiamo fare delle sequenze di fotografie a distanze ben precise per poi essere unite in post-produzione. Si parla ancora di precisione estrema anche le teste a cremagliera, adatte alla fotografia in studio, ma anche per quella paesaggistica o architettonica. Con questo tipo di teste possiamo studiare la composizione al millimetro e ottenere così l’allineamento perfetto della fotocamera. 

Quella che invece vedete qui sopra è una testa fluida. Queste particolari teste per treppiedi sono indicate per l’ambito video. Utilizzarle una sola volta già vi farà rendere conto di quanto le riprese possano risultare fluide nei movimenti. I sistemi di frizione che caratterizzano queste teste permettono di regolare la velocità dei movimenti. Con questo tipo di testa è anche molto importante avere un sistema di sgancio rapido, in modo da poter prendere la videocamera velocemente se dovessimo proseguire con delle riprese a mano. Avendo aperto la parentesi sul sistema di sgancio ne approfitto per spendere due parole anche su quest’ultimo argomento.

Leggi anche: Come scegliere l’obiettivo giusto per la tua fotocamera

Ogni testa utilizza il proprio sistema per bloccare la fotocamera e l’unico suggerimento che voglio darvi è quello di fare attenzione a scegliere una testa che abbia un sistema di sgancio rapido. Molto teste, purtroppo, hanno dei sistemi che costringono a cercare una moneta o qualcosa di simile per svitare la piastra dalla fotocamera e, ad essere sincero, è una cosa che odio. Esistono infatti dei sistemi altrettanto sicuri ma decisamente più comodi e rapidi. 

Scegliere un treppiedi: conclusioni

Scegliere una fotocamera può essere difficile, decidere quale obiettivo abbinargli anche, ma prendere una decisione sul treppiedi da acquistare è forse ancora più complicato! Ci sono tante piccole differenze tra un modello e l’altro  che quasi non si percepiscono. Se non per il costo. Scegliere un treppiedi deve essere fatto tenendo sempre a mente alcuni aspetti. Primo su tutti la destinazione di utilizzo. Se non vi è chiaro per cosa esattamente volete acquistare un treppiedi, difficilmente troverete quello giusto. E con destinazione di utilizzo intendo i luoghi e i generi fotografici per cui vi servirà il treppiedi. Fondamentale sapere quanto pesa l’attrezzatura che andrete ad utilizzare sul treppiedi per evitare di acquistarne uno che non sia in grado di supportare quel peso. E, infine, dobbiamo scegliere la testa più adatta non solo al treppiedi, ma anche alla vostra fotografia. 

E ricordate che un treppiedi è fondamentale in condizione di scarsa luce, ma è anche un accessorio incredibilmente utile per esprimere tutta la vostra creatività. 

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Luca Forti

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Fotografo dal 2002 e scrivo di fotografia dal 2004: insomma, amo la fotografia e tutto ciò che le ruota intorno. Da due anni sono stato adottato da Milano e da sempre sono appassionato di tecnologia, di praticamente tutti gli sport, amo viaggiare, mangiare bene e non toglietemi il mio gin tonic!
                   










 
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