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C’era una volta Sharon Tate, la bambolina di Hollywood
"Tutta la mia vita è stata decisa dal destino. Penso che qualcosa di più potente di noi decida i nostri destini per noi. So una cosa, non ho mai pianificato niente di ciò che mi è successo."


Accadde tutto tra la notte dell’otto e del nove agosto del 1969: la bambolina bionda di Hollywood, Sharon Tate, era nella sua casa a Benedict Canyon al 10050 di Cielo Drive con alcuni amici. La donna era all’ottavo mese di gravidanza inoltrato, avrebbe partorito qualche settimana più tardi.

La sua vita, però, venne interrotta a soli 26 anni a causa della Famiglia di Manson. Un omicidio violento, che sconvolse Hollywood per molti mesi.

Un raggio di sole a Hollywood, la giovane Sharon Tate

attrice-moglie-Polański-Tech-PrincessBionda, affascinante e con due occhi magnetici, Sharon Tate era una delle più promettenti attrici di Hollywood degli anni ’60. La carriera della donna iniziò con piccole comparse in serie e film e sembrava procedere nel verso giusto.

Il successo vero e proprio iniziò nel 1964 con la pellicola Tempo di guerra, tempo d’amore e l’anno successivo con Castelli di sabbia: il ruolo più importante però lo ottenne grazie a Cerimonia per un delitto, girato principalmente in Francia.

Dopo la pellicola, decise di andare a Londra ed è proprio lì che incontrò Roman Polański. L’uomo sarebbe diventato suo marito nel gennaio del 1968. Polański stava lavorando al suo nuovo film in cui avrebbe dovuto recitare Jill St.John come attrice principale ma dopo l’incontro con Sharon, l’uomo fu completamente stregato dalla donna.

Decise di cambiare all’ultimo minuto: una parrucca rossa e via, Sharon Tate era la protagonista.

Tra il 1967 e il 1968 la donna raggiunse ottimi traguardi. Dopo essere tornata negli Stati Uniti con Polański, recitò in un altro film nel ’67 e altri due sarebbero dovuti uscire nei prossimi mesi, tra cui La Valle delle Bambole per cui ottenne una nomination ai Golden Globe.

Oltretutto la Tate divenne la protagonista della rivista Playboy. Sul famoso settimanale vennero pubblicate alcune sue foto inedite scattate proprio dal futuro marito durante la lavorazione della pellicola Per favore, non mordermi sul collo!.

Insomma, il futuro della donna si mostrava più luminoso che mai.

Un po’ meno radioso era però il matrimonio con suo marito. Il 20 gennaio del 1968 i due si sposarono e si trasferirono a Belgravia. L’atteggiamento di Polański sembrava essere indirizzato verso l’infedeltà e non era molto rispettoso nei confronti della moglie.

Questo spinse la Tate a mettere in secondo piano la carriera ma Polański voleva accanto a lui una donna vera, non una casalinga: i due quindi tornarono a Los Angeles e ricominciarono a frequentare il mondo dello spettacolo.

Fortunatamente per lei, Sharon Tate ricominciò a recitare. Durante l’estate del ’68 iniziarono le riprese di un nuovo film che ottenne un ottimo riscontro dalla critica. Alla fine dell’anno rimase incinta e all’inizio del ’69 lei e suo marito si trasferirono nel loro nuovo nido d’amore, la residenza a Cielo Drive precedentemente casa di Terry Melcher, un produttore musicale.

La Tate continuò a recitare ed ottenere il favore del pubblico e della critica, prendendo anche parte ad una pellicola italiana a Roma.

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Un assassino e la sua setta

Durante quegli anni, negli Stati Uniti, esisteva un uomo di cui probabilmente tutto il mondo conosce il nome: Charles Manson. L’uomo iniziò alla tenera età di 13 anni a rubare e tra riformatorio e carcere, passò la maggior parte della sua vita dietro le sbarre.

Era un grande manipolatore e spesso aveva degli intensi scatti d’ira da cui era meglio stare lontani. Durante i suoi anni in carcere, migliorò notevolmente le sue tecniche di adescamento e quando uscì, nella primavera del 1967, iniziò ad adescare ragazze in difficoltà.

Dopo aver avuto rapporti sessuali con esse, le convinceva ad unirsi al suo gruppo che con il tempo si trasformò in una vera e propria setta, conosciuta anche come Manson Family.

In quei mesi, l’uomo si spacciò per profeta. Dichiarava di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e grazie alle sue tecniche di persuasione, riuscì ad adescare numerosi giovani in difficoltà, senza casa o genitori e senza soldi. Come ogni persona su questo pianeta, però, anche lui aveva un sogno: diventare un musicista.

Tentò in tutti i modi di scalare le vette del successo. Addirittura ci furono volte in cui costrinse alcune delle sue seguaci ad avere rapporti sessuali con i produttori in modo da ottenere un provino. Tra tutti i produttori che incontrò, troviamo Terry Melcher che viveva a Beverly Hills, al numero 10050 di Cielo Drive.

Melcher, senza troppi giri di parole, gli disse che non era portato per la musica. Questo scatenò qualcosa in Manson, qualcosa di veramente terribile.

Per scagionare uno dei componenti della Famiglia, Manson ordinò ai suoi seguaci di compiere alcuni omicidi seguendo un modus operandi preciso, in modo da incolpare qualcun altro. Questi omicidi, a detta di Manson, si sarebbero dovuti compiere nel modo più brutale possibile proprio al 10050 di Cielo Drive, tra l’8 e il 9 agosto del 1969.

Come ben sappiamo, però, Melcher non viveva più a quell’indirizzo e sembra che Manson ne fosse a conoscenza.

Un cielo tetro: la terribile notte del 9 agosto

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Secondo quanto raccontato da alcune fonti, Manson era a conoscenza del fatto che Melcher non vivesse più a Cielo Drive. L’uomo fece addirittura dei sopralluoghi del posto e mostrò un particolare interesse nei confronti della bella Sharon Tate.

Quella maledetta sera dell’8 agosto 1969, la donna era in casa con alcuni suoi amici. Il marito si trovava in Europa a girare un film e sarebbe tornato qualche giorno dopo. Per non lasciarla sola, chiese ad alcuni suoi amici di farle compagnia in quanto la donna era prossima al parto, mancava poco più di una settimana.

Dopo aver cenato fuori, il gruppo di amici tornò a casa della Tate per passare la serata in tranquillità e spensieratezza. Purtroppo il destino aveva altro in serbo per loro.

Poco dopo la mezzanotte, quattro membri della Manson Family si recarono nella vecchia casa di Melcher. Inizialmente uccisero un povero ragazzo che si trovata in quelle zone per puro caso, successivamente legarono i presenti in casa Tate.

Spararono al primo amico della donna, poi al secondo che riuscì quasi a fuggire, il terzo amico invece venne accoltellato. Sharon tentò di salvaguardarsi, implorando di prenderla come ostaggio e di darle almeno il tempo di partorire. Voleva a tutti i costi salvare la vita del suo futuro figlio.

La risposta da parte degli assassini però, fu brutale e dolorosa. La donna venne accoltellata per ben 16 volte. Quella notte, il raggio di luce più brillante di Hollywood si spense così, dal nulla, a causa di una probabile vendetta senza fondo.

Il sorriso della giovane donna però è tornato, in un certo senso, sul grande schermo grazie a Margot Robbie, una dei protagonisti di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino. La pellicola di Tarantino ci mostra però un finale diverso, un finale da cosa sarebbe successo se?

Nel finale della pellicola, Tarantino ci mostra ciò che sarebbe successo se gli assassini avessero scelto un’altra casa. In C’era una volta a Hollywood, i seguaci di Manson si recano a casa dei vicini della Tate, Cliff Booth e Rick Dalton. In pieno stile di Tarantino, i seguaci da carnefici diventano le vittime.

Poco prima dei titoli di coda vediamo Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) che viene invitato da Sharon Tate alla sua piccola serata intima tra amici. Sebbene si tratti solo di un film e oggi sia l’anniversario della morte della donna, credo sia piacevole immaginarla così, come ce la mostra Tarantino.

Sorridente, felice e impaziente di partorire.

 


Veronica Ronnie Lorenzini
Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
                   










 
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