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Skoda Octavia copertina corretta

Škoda Octavia prime impressioni: Oops!…They Did It Again
Skoda Octavia migliora sempre più: spazio immenso, confort e tanto tech


Škoda sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti:
Da marchio attento al rapporto qualità-prezzo e che bada al sodo si sta trasformando sempre più in una Casa di gran pregio, ai limiti del premium.
Tanta qualità, tanta attenzione ai dettagli e molta tecnologia, il tutto senza dimenticare l’attenzione al prezzo e al “saper spendere con intelligenza”. Simply Clever appunto, come il motto della casa.
Skoda Octavia è il nuovo passo avanti della Casa ceca per scrollarsi definitivamente di dosso l’aura di “marchio low cost” del Gruppo Volkswagen.

Nuova Škoda Octavia è la quarta generazione della berlina ceca, ed offre più tecnologia, più confort, una guida più piacevole e ancora più spazio.
Senza dimenticare le ormai classiche “genialate” tipicamente Škoda.
Noi l’abbiamo guidata intorno a Verona per cominciare a saggiarne le novità e rapportarla con la sorella Golf e le rivali più agguerrite.

La storia di Octavia: primo modello progettato con Volkswagen

Prima di parlare di Octavia, facciamo prima un brevissimo passo indietro e cerchiamo di capire perchè questa è la Škoda più importante di tutte.
Dopo decenni di buoni prodotti “limitati” dal regime comunista presente in Cecoslovacchia, dopo la Rivoluzione di Velluto la neonata Repubblica cecoslovacca decise di cedere una parte di Škoda ad un partner europeo.
Tra le diverse pretendenti (tra cui FIAT), nel ’91 i vertici dello Stato scelsero la tedesca Volkswagen, che in cambio promise un importante lavoro di ricerca, sviluppo e miglioramento del prodotto ceco.

Skoda Octavia prima serie

Primo esempio dell’ormai celebre rapporto qualità-prezzo Škoda, fu Felicia, la prima auto ceca che incorporava tecnologie e know-how Volkswagen, unendogli un’affidabilità ancora più a prova di bomba.
Nel 1996 poi venne lanciata la prima serie di Octavia.
Basata sulla ottima piattaforma di Volkswagen Golf IV, Skoda Octavia è il primo modello interamente sviluppato sotto l’egida Volkswagen.
Moderna, ben disegnata, dotata dei migliori motori della “scuderia” tedesca, Octavia offre ad un prezzo contenuto contenuti “da Volkswagen”, tantissimo spazio e tanta qualità.
Il tutto in forma di berlina a tre volumi con portellone, molto pratica, o Wagon, la forma con cui è più amata in tutto il mondo.

Dal 1996 di strada infatti Octavia ne ha fatta tanta.
Ad oggi, Octavia è la decima auto più venduta in Europa, e la best seller assoluta in Repubblica Ceca, Svizzera e Polonia, mentre in Germania è dietro solo a Sua Maestà Volkswagen Golf.
Se parliamo solo della versione Wagon, poi, il suo successo è ancora maggiore.
Dal 2011 è infatti la Wagon di segmento C (le cosiddette “Wagon Compatte”) più venduta d’Europa, mentre dal 2016 è la Wagon più venduta in assoluto, di tutti i segmenti.
Numeri che fanno capire il livello di successo che la Casa ceca ha raggiunto in 30 anni di Gruppo Volkswagen.

L’estetica: un nuovo livello

Da qualche anno, grazie a questi numeri di livello assoluto, il ruolo e l’appeal di Škoda sul pubblico è molto cambiato.
Già la terza serie si poneva ad un livello di cura estetica ed eleganza decisamente superiore alla precedente.
La quarta generazione propone infatti un nuovo step in avanti in tutti i settori, a cominciare dal comparto estetico.

Skoda Octavia frontale

Il frontale riprende il nuovo corso stilistico iniziato con Scala e passato anche alla piccola Fabia.
Mascherina di grandi dimensioni, fari a LED trapezoidali e, in generale, una pulizia delle linee e una cura nei piccoli dettagli molto interessante.

Skoda Octavia berlina posteriore

Lateralmente Octavia colpisce con una linea estremamente filante e dinamica.
La berlina perde quasi definitivamente l’aspetto un po’ tozzo della coda appena accennata, sintomo della sua natura a due volumi e mezzo che le ha sempre regalato un bagagliaio enorme e il portellone posteriore.
Oggi, invece, il profilo del tetto è decisamente discendente, con una coda ben proporzionata.
Ma tranquilli: il portellone e il mega-bagagliaio rimangono.

Ancor più d’impatto è però, a mio parere, la versione Wagon.
Guardandola dal profilo laterale ricorda le station wagon BMW, per quell’insieme di eleganza e dinamismo che però non sfocia mai in sportività.
Per quello, ci sono le versioni RS.

Al posteriore invece sia la berlina che la familiare sono precise, eleganti e ben curate, con dei bellissimi fari a LED di ottima fattura.
Come ormai siamo abituati, il faro posto in orizzontale con forma a L rovesciata ricorda altre auto, tra cui BMW Serie 3, ma diciamo che possiamo tranquillamente considerarlo un pregio più che un difetto.

In un quadro molto rigoroso trova posto la enorme scritta Škoda sul portellone, segno che Octavia ora va fiera del proprio nome. Bene così.
E dulcis in fundo, gioia delle gioie, qui non ci sono scarichi finti: in questo Skoda Octavia batte nettamente le sorelle più blasonate. Vero Audi?

La tecnica di Škoda Octavia: piattaforma MQB EVO “XL”

Prima di andare a vedere come sono realizzati gli interni, parliamo per un secondo di tecnica.
Come ormai quasi tutte le moderne auto del Gruppo Volkswagen, anche nuova Skoda Octavia “poggia” sulla ottima piattaforma modulare MQB.
Qui, però, la troviamo in versione EVO.
Le modifiche si sono concentrate sui dettagli: le caratteristiche principali sono ancora tutte lì.
Una bella dose di leggerezza, tanta rigidezza e capacità di cavarsela tra le curve, con anche un pizzico di agilità e stabilità da prima della classe.
Con il più l’asso nella manica di essere accoppiata a pressochè tutte le motorizzazioni presenti nel “portafoglio” Volkswagen.

Skoda Octavia motori

E Octavia da questo punto di vista non fa assolutamente eccezione.
Sono infatti ben cinque le differenti tipologie di alimentazioni disponibili: benzina, diesel, metano, Mild Hybrid e Plug-In Hybrid.
La gamma parte dall’ottimo 1.0 TSI da 115 CV, già molto a suo agio sulla precedente versione di Octavia. Questo “piccolino” sarà disponibile sia in versione solo benzina che in versione e-TEC, ovvero Mild Hybrid a benzina.
Stesso discorso per il “fratellone” 1.5 TSI da 150 CV, disponibile sia a benzina che e-TEC.

Non manca poi l’amatissima versione a metano, la 1.5 G-TEC da 130 CV, paladina del risparmio chilometrico.
Sul fronte diesel troviamo lo storico 2.0 TDI, questa volta in versione EVO e nelle declinazioni da 115 e 150 CV.
Nel corso dei prossimi mesi invece vedremo il debutto della versione ibrida Plug-In iV da 204 CV e di due versioni RS.
La prima condividerà la meccanica ibrida plug-in con Volkswagen Golf GTE, capace quindi di 245 CV.
Stessa potenza anche per la RS “tradizionale”, dotata del mitico 2.0 TSI a benzina da, appunto, 245 CV.

Le motorizzazioni 1.0 TSI, 1.5 TSI e 2.0 TDI da 115 CV sono dotate di serie del cambio manuale a 6 marce.
Di serie per tutte le altre e disponibile a richiesta per le altre rimane  il collaudato cambio automatico DSG doppia frizione a 7 marce, scelta obbligata per una passista come Octavia.

Per ora le potenze sono nella media, ma non preoccupatevi.
Nonostante la lunghezza di oltre 4,68 metri (larghezza e altezza sono rispettivamente di 1,82 e 1,47 m), Octavia è piuttosto leggera. Si parte da soli 1300 kg per la berlina col 1.0 TSI, per arrivare ai 1545 kg della Wagon 2.0 TDI in prova. Perciò, anche con il piccolo millino la berlina ceca è piuttosto sveglia, e per nulla sottodimensionata.

Gli interni: qualità, qualità e ancora qualità

Abbiamo detto che Skoda Octavia è un salto di qualità davvero pazzesco in tutte le aree. Dove questo cambio di passo è più avvertibile però è all’interno dell’abitacolo.

Da questa prospettiva sfido chiunque a riconoscere questa Škoda da un marchio ben più blasonato.
La qualità interna è quasi impeccabile.
Certo, lontano dagli occhi indiscreti dei più pignoli c’è qualche plastica “croccantina”, ma per il resto la plancia è realizzata con cura, attenzione ai dettagli e ai materiali.
La linea poi è piuttosto originale, con il tablet dell’impianto di infotelematica posto in una posizione “ibrida”: non è incassato totalmente, ma non è a sbalzo.
Questa posizione a metà tra le due scuole di pensiero lo rende sempre ben visibile, in ogni condizione di marcia.

Un dettaglio che su tutti ha colpito la mia attenzione è stata la fascia sulla plancia rivestita in tessuto o Alcantara.
Non è la prima volta che si vedono inserti particolari sulla plancia, ma questa fascia morbida incastonata sulla plancia fa proprio un bell’effetto.

Fanno poi la loro bella figura i due schermi. Di serie su tutte le versioni troviamo lo schermo da 12,3 pollici del Virtual Cockpit (il quadro stumenti digitale) e quello da 10 pollici dell’impianto di navigazione Columbus.
Entrambi gli schermi sono ripresi da quelli visti sulle ultime Volkswagen, e ne riprendono l’ottima risoluzione e qualità.
Il quadro strumenti digitale poi facile e intuitivo da usare, dalla visibilità perfetta in ogni situazione.
Non ho però ritrovato la stessa facilità di utilizzo nell’infotainment: tutti i comandi sono touch, anche quelli del clima. Sicuramente bisogna farci l’abitudine, perchè nel nostro primo contatto abbiamo avuto qualche battibecco.

L’ultima disamina riguarda il nuovo sterzo, al debutto su Octavia e destinato a farsi largo su tutte le Škoda.
Ha sole due razze, e un disegno dei comandi molto particolare.
Sulle prime può lasciare un po’ di stucco, ma in realtà si impugna bene e l’assenza della razza centrale lo fa sembrare più piccino.

Gli allestimenti di Škoda Octavia 2020: due, semplici e completi

Pur facendo parte di un Gruppo tedesco, famosi per la loro sterminata lista di optional, Škoda preferisce non abbandonare il proprio approccio “Simply Clever”.
Gli allestimenti disponibili su Skoda Octavia sono solo due, Executive e Style, ed entrambi sono davvero ben accessoriati.

Fin dall’allestimento “base” infatti si hanno a disposizione fari Full LED anteriori e posteriori, sistema di infotelematica da 10 pollici e Virtual Cockpit, sensori di parcheggio posteriori, e tutti i sistemi di guida autonoma di Livello 2 come assistente di corsia, Cruise Control Adattivo, sistema per l’angolo cieco e la frenata automatica, sia anteriore che posteriore.

La Style aggiunge ad un quadro già roseo i fari a matrice di LED, il navigatore, sensori di parcheggio anteriori e telecamera, sedili più comodi e tanti dettagli estetici che la rendono esteticamente più lussuosa, come quella che vedete in foto.
Di serie per tutte le versioni non manca l’amatissimo ombrello nella portiera: immancabile su ogni Škoda che si rispetti.

L’altra bella sorpresa è che gli optional costano poco, e ce ne sono alcuni davvero interessanti.
Per 250 euro potete avere una presa di corrente domestica da 230V per i sedili posteriori, con 220 euro vi portate invece a casa il “Simply Clever Pack” contenente il tappeto del bagagliaio double-fàce in gomma e il portacellulare.
Con 250 euro, invece, vi portate a casa il “Family&Sleep Pack” contenente il bloccaportiere posteriore, le tendine parasole e questi bellissimi (e utilissimi) “cuscini” poggiatesta.
Fatevi un giro sul configuratore Škoda, disponibile a questo link, e per capire in prima persona cosa offrono Octavia berlina e Wagon.

Spazio ed abitabilità: quasi da segmento D

Visto che stiamo parlando di una Škoda, merita un paragrafo a parte il discorso spazio ed abitabilità.
Questo però può essere descritto con una sola parola: enorme.
Che siate davanti, dietro, passeggeri, guidatori o che vi siate seduti nel concessionario perchè siete stanchi: su Octavia è impossibile non stare comodi.

La posizione di guida è regolabile elettricamente e le regolazioni sono tra le più ampie che abbia mai incontrato: anche Peter Crouch sarebbe perfettamente a suo agio alla guida.
Dietro come da tradizione Skoda Octavia regala lo spazio per le gambe degno di una ottima ammiraglia di rappresentanza.
Anche per testa, spalle e piedi lo spazio è più che abbondante, e con ben 5 prese USB-C sparse per l’abitacolo anche l’intrattenimento è sempre garantito. Solo sulla berlina, a causa del tetto “da coupè”, c’è meno spazio del passato, anche se rimane con le migliori della classe.

Il bagagliaio non dovrebbe sorprendere viste le prestazioni a cui Škoda ci ha abituati… eppure lo fa.
La berlina supera i 600 litri di bagagliaio, toccando i 610 l, mentre la Wagon arriva a 640 sfruttando il doppio fondo: territorio da Superb.
Il vano poi è super regolare, perfetto per caricarci tante cose senza fatica.
Nella Wagon che ho potuto provare poi mi sono seduto agevolmente nel bagagliaio per scrivere le mie impressioni: non sono mai stato così comodo nel bagagliaio di un’auto!
Coi sedili giù si superano i 1550 litri, e non mancano le solite “furbizie” Škoda, come varie reti, reticelle e ganci, fermi in velcro per bloccare zaini ed oggetti e un bel doppiofondo utile per sfruttare ogni cm del vano bagagli.
Škoda in questo fa scuola, e Octavia è la nuova giovane insegnante pronta a mettere in riga tutti.

Alla guida: facile, comoda e stabilissima

Ho potuto fare un centinaio di km con Octavia, per la precisione con un esemplare Wagon, in allestimento Style ed equipaggiata con il 2.0 TDI da 150 CV e cambio automatico DSG, in autostrada, statale e un tratto di strada tortuosa di montagna.

In questo modo ho potuto constatare un ulteriore salto di qualità di Octavia: il modo in cui si guida.
La Wagon ceca è sempre comoda, facilissima da guidare e incredibilmente stabile.
Guidando allegri in montagna ha poi dimostrato tutte le qualità del telaio MQB, rimanendo sempre stabile e piuttosto competente.
Certo, se cercate emozioni di guida forse è meglio guardare altrove, magari a Barcellona.
Octavia d’altro canto raggiunge vette di confort ritrovabili forse solo su Audi A4 o addirittura A6: mica male.

Lo sterzo è preciso e piuttosto diretto, i freni mordono bene e non si affaticano e il 2.0 TDI si conferma uno dei migliori diesel in circolazione. Fluido, regolare ma con una bella spinta assicurata dai suoi 350 Nm di coppia.
Con il DSG poi l’accoppiata è perfetta: il cambio è veloce, abbastanza intelligente e a 130 km/h fa viaggiare il motore in settima a meno di 2000 giri.
A queste velocità è silenziosa, comodissima e capace di farvi fare centinaia di km senza fermarvi. Neanche dal benzinaio.

Stando un attimo attento infatti sono riuscito a superare di slancio i 25 km/l di consumo medio tornando al punto d’incontro.
Per i consumi precisi aspetto di provarla per più tempo, ma in questi pochi km Skoda Octavia ha dimostrato tantissima efficienza.

Quali sono i difetti di Skoda Octavia?

Come ogni auto, anche Skoda Octavia non è perfetta.
Alla guida, seppur sia comoda e precisa forse non è gioiosa come Ford Focus o affilata come Mazda 3 o 6.
Al posteriore, poi, qui troviamo sulle versioni non-RS delle sospensioni a ruote interconnesse, che rendono il confort al posteriore un po’ compromesso.
Dell’infotainment poco intuitivo e un po’ cervellotico poi abbiamo già parlato, mentre l’ultimo difettuccio è il lunotto, leggermente piccolo sia sulla berlina che sulla Wagon: se bella vuoi apparire…

Conclusioni e prezzi: rapporto qualità-prezzo di livello assoluto

Al di là di questi piccoli difettucci, il quadro è molto più che positivo.
Nuova Škoda Octavia è bella da vedere, è ben accessoriata, è ben fatta, comoda e si guida bene.
E quanto costa tutto questo? Beh, il prezzo di partenza per la versione 1.0 TSI è fissato a 24.650 euro per la berlina, e a 25.700 per la Wagon.
Per una versione 2.0 TDI 150CV Style come questa, invece, la cifra da “sborsare” è di 32.500 mila euro, al netto degli sconti.
In un mondo dove le utilitarie arrivano a certe cifre, trovare tutti questi contenuti a così “poco” è davvero sorprendente.

Non vediamo l’ora di conoscerla più a fondo, per poter davvero capire di che pasta è fatta.
Se le premesse sono queste, però, vi consiglio di andare a provarla in concessionaria, dove è in uscita proprio in questi giorni.
Se cercate un’auto comoda, spaziosa, capace di percorrere centinaia di km senza stancarvi, e che sia pure economica da comprare e mantenere… vi consiglio di tenerla in serissima considerazione.


Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!