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Xiaomi e Trump: un altro ban mette l’azienda cinese nella lista nera
Con soli cinque giorni alla fine ufficiale della sua presidenza, il tycoon definisce Xiaomi una "società militare comunista cinese"


Trump annuncia un altro ban a un’azienda cinese: questa volta tocca a Xiaomi, uno dei più grandi produttori di smartphone e prodotti di elettronica al mondo. Il dipartimento della Difesa del Presidente uscente definisce Xiaomi una società militare comunista cinese”Una decisione forte e destinata a far discutere, che arriva appena cinque giorni prima dell’inaugurazione del nuovo Presidente Eletto Joe Biden.

Xiaomi e Trump: un’altra azienda cinese in blacklist

Dopo Huawei, anche Xiaomi subisce il ban di Trump. La decisione del dipartimento della Difesa di Trump arriva sull’accusa di legami con l’esercito della Repubblica Popolare Cinese, sebbene nel testo si usi un linguaggio abbastanza ambiguo. Si dice infatti che Xiaomi “assicura l’accesso a tecnologie avanzate” all’esercito cinese attraverso quelle che “sembrano essere programmi di ricerca di entità civili”. Il documento non scende quindi in dettaglio, limitandosi a dire che secondo la Difesa americana Xiaomi fornisce tecnologia all’esercito. Nel testo non sono fornite ulteriori informazioni.

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La risposta di Xiaomi a Trump

Abbiamo contattato Xiaomi, che ci ha fornito queste parole in risposta alle accuse del governo americano:

“Xiaomi ha sempre rispettato la legge e agito in conformità con le disposizioni e i regolamenti delle giurisdizioni dei Paesi in cui svolge la propria attività. 
 
La Società ribadisce che fornisce prodotti e servizi per uso civile e commerciale. Conferma inoltre di non essere posseduta, controllata o affiliata all’esercito cinese e di non essere una “Società militare comunista cinese” come definita dal NDAA. 
 
Xiaomi intraprenderà azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti e sta esaminando anche le potenziali conseguenze di questo atto per avere un quadro più completo del suo impatto sul Gruppo. 
 
Ci saranno ulteriori annunci, se e quando Xiaomi lo riterrà opportuno.”

Effetti del ban: cosa cambia per chi ha uno smartphone Xiaomi?

Le principali domande che stanno prendendo forma nella mente di tutti i possessori di telefoni del brand sono: cosa succederà al mio telefono? Potrò ancora utilizzare i servizi e le app Google sul mio Xiaomi? La paura, infatti, è quella di ritrovarsi in una posizione analoga a quella di Huawei e dei suoi utenti.

Tuttavia, in questo caso, un distinguo importante da fare è che l’accusa stavolta viene dal dipartimento della Difesa, non da quello del Commercio. Questo significa che gli investitori statunitensi non possono più investire in azioni Xiaomi e devono vendere le quote già acquisite entro l’11 novembre 2021. Ma non impedisce alle aziende americane di fornire prodotti e software.

Il ban di Trump non impedisce a Xiaomi di usufruire dei servizi di Google e altre aziende americane

Quindi, anche dopo il ban di Trump e l’inserimento in blacklist, Xiaomi può continuare a usare Android, il Play Store e accedere a tutti i servizi Google. Inoltre l’azienda può continuare a comprare i processori da Qualcomm, anche i nuovi chip per il 5G. All’atto pratico, quindi, non cambia niente per chi sta pensando di acquistare uno smartphone: potete comprare un telefono Xiaomi senza rischi.xiaomi risultati finanziari logo

L’amministrazione Biden può cambiare qualcosa?

Il 20 gennaio gli Stati Uniti inaugurano una nuova fase, l’amministrazione guidata da Joe Biden. Il nuovo Presidente ha negli anni passati dimostrato di non apprezzare molte decisioni di politica estera di Trump. Ma la questione cinese è delicata e resta improbabile che Biden cancelli i ban a Xiaomi, Huawei e anche DJI nei primi giorni di governo.

Tuttavia, possiamo aspettarci un cambiamento di rotta nei prossimi quattro anni. Se il ban di Huawei è costato all’azienda molto (come vi raccontiamo in questo articolo), per Xiaomi il vero problema è il ritorno d’immagine e, possibilmente, finanziario. Un colpo di coda problematico, da parte di un Presidente negli ultimi cinque giorni di governo. Qui trovate il testo ufficiale del ban. Iscrivetevi alla nostra newsletter per restare aggiornati su questa e tutte le notizie tech più importanti.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.