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Lasciati psicanalizzare da Freud’s Bones. E dalla sua autrice.
In occasione del lancio della campagna Kickstarter, abbiamo intervistato la sviluppatrice


Che il videogioco sia un medium sempre più complesso e in grado di abbracciare molteplici ambiti e territori dove poter espandere l’analisi e l’esplorazione, è ormai un fatto sempre più evidente. Si parla di “psicologia” associata spesso al genere horror, dicasi “horror psicologico”, un tema di gran lunga distante da quello di un videogioco tutto italiano e ancora in fase di sviluppo che sembra ben promettere. Si intitola Freud’s Bones, ed è il primo gioco narrativo punta-e-clicca ideato per omaggiare la nascita della psicoanalisi e il suo fondatore, Sigmund Freud.

Ci aveva incuriositò sin dall’inizio, quando non era che una voce nel folto panorama della produzione indipendente,  Il 6 luglio è stata lanciata la campagna Kickstarter, a ulteriore testimonianza del valore riposto in questo progetto.

E’ per questo motivo che abbiamo deciso di intervistare la bravissima autrice di questo ambizioso e intelligente progetto: Axel Fox, al secolo Fortuna Imperatore.

Freud’s Bones – Perché proprio Freud?

Il gioco su Freud nasce dall’ispirazione, dalla follia e dall’audacia, ma perché è stato scelto proprio questo personaggio?

“Ho scelto proprio lui, perché studiare Freud ha ribaltato il mio modo di guardare l’essere umano e volevo tentare umilmente di generare la stessa rivoluzione nei giocatori“, ci racconta Fortuna.

“Il tema della sessualità è più che mai attuale e richiede, per essere affrontato con maturità, una competenza in materia. La teoria sessuale di Freud rivela in maniera netta la stretta connessione tra repressione o sublimazione dei desideri sessuali e i disagi psichici.

Un esempio banale può essere questo: nel momento in cui si assimila il concetto di eros e di thanatos, risulta molto semplice “decostruire” fenomeni quali l’hating su internet, il maschilismo ecc. Bisogna procurarsi gli strumenti intellettuali per comprendere e rispondere a tutto ciò che ci circonda e nel mio caso, Freud ha avuto questo ruolo”.

Freud ha salvato la stessa sviluppatrice grazie al suo Metodo di indagine psicanalitica, grazie al quale ha imparato a decodificare i suoi stessi “demoni”. Attraverso questo gioco, l’autrice desidera condurre i giocatori ad approdare alla stessa consapevolezza che ha raggiunto lei.

Un punta-e-clicca “sherlockiano”

Ma quindi in cosa consiste il vero e proprio gameplay? Nel gioco vestiremo i panni dello psicanalista austriaco in una storia in terza persona. Il nostro protagonista è però tormentato da eterni dubbi e interrogativi esistenziali, al punto tale da venir posseduto da una voce interiore. Non sono altro che suggerimenti dati dalle opzioni selezionate dai videogiocatori.

Come anticipavamo inoltre, si tratta di un’avventura grafica clicca e punta arricchita dall’aspetto strategico. Utilizzando deduzione, sperimentando la fusione tra metodo freudiano e “sherlockiano”, sarà possibile simulare sedute terapeutiche e affrontare casi clinici conclamati. Inoltre sarà possibile gestire la routine di Freud durante l’arco della giornata, esperendo così il peso delle conseguenze delle proprie scelte .

Questo significa che un individuo riesce ad appropriarsi dell’esperienza virtuale, tramite l’utilizzo del senso critico, e farla propria al punto da inserirla nel proprio vissuto e farla assurgere a esempio e monito. Il gioco su Freud nasce dall’ispirazione, dalla follia e dall’audacia.

Sedute terapeutiche virtuali

Dunque ci siamo chiesti: quale peso ha effettivamente la scelta del giocatore, ai fini del gioco? ” Ho lavorato su una meccanica molto articolata e complessa, che dovrò snellire, ma che rimarrà intatta nel nucleo. Le scelte del giocatore hanno un peso importante nella gestione delle sedute terapeutiche. In particolare, nella gestione dei rapporti personali di Freud e del suo tempo libero.

Ho voluto dare un peso importante al dualismo tra “fama” e “etica”, per cui ogni giocatore dovrebbe vedere se stesso e le sue inclinazioni all’interno di Freud’s Bones”, conclude Fortunata, consentendoci di avere una panoramica piuttosto completa sul gioco.

Come nasce un sogno

Dopo i primi lavori per la realizzazione del gioco, l’obiettivo dell’attuale campagna Kickstarter è quello di curare maggiormente i dettagli, aggiungere ambienti esterni, animazioni, interazioni. Se ci dovesse essere una raccolta consistente di fondi, Fortunata punta anche al doppiaggio dei personaggi e la traduzione nelle lingue principali.

Grazie a questa iniziativa, la ragazza non vede l’ora di riuscire a raccogliere abbastanza fondi per rendere il suo sogno definitivamente realtà, in circa un anno, per PC. Perché dovremmo dunque finanziare questa campagna? Scopriamo qualche dettaglio in più sul gioco e la sua genesi.

La giovane sviluppatrice ha maturato il desiderio di creare qualcosa di singolare che potesse parlare di dolore esistenziale e complessità in modo originale e innovativo. Laureata in Psicologia, ha studiato molti testi freudiani; Freud le ha insegnato a considerare se stessa come oggetto di indagine e a ipotizzare la genesi del suo carattere, delle sue scelte e dei suoi desideri.

“Tutto il lavoro di analisi che ho fatto su di lui, esula da ciò che mi veniva chiesto e imposto all’Università. Bisogna sempre approfondire da autodidatta per cogliere il senso profondo delle cose, a mio parere”, ha raccontato Fortunata.

L’unione di nozioni tecniche e storiche

Per sviluppare Freud’s Bones, però, le mancavano le basi tecniche: “E’ il mio primo videogioco; ho deciso di svilupparne uno perché volevo dare vita a un’opera complessa e poliedrica e non mi bastavano le altre forme d’arte. Ero alla ricerca di una sfida impossibile, sfibrante, avvilente, che portasse alla luce una parte di me.

Non conoscevo i nomi degli sviluppatori dei videogiochi che mi hanno cambiato la vita, ma titoli come Heavy Rain, Life is strange o Far Cry e The last of Us mi hanno folgorata e mi hanno fatto intravedere il cuore di scrittori che hanno saputo trascinarmi in un cerchio magico e ho desiderato di avere quello stesso potere “demiurgico”.

Per questo motivo, da autodidatta, si è messa all’opera su Unity e Blender per la modellazione 3D, un’impresa che richiedeva una conoscenza primaria a lei ancora ignota.

Tra reale e virtuale

Con queste prime nozioni e tanta volontà, Fortunata ha cominciato a gettare le fondamenta per Freud’s Bones. “Ho impiegato due anni da quando non avevo idea di come fosse fatto un gioco ad oggi. Per svilupparlo concretamente ci ho messo un anno e qualche mese, lavorandoci ogni giorno per svariate ore.

Ci ho lavorato con una grafica, Giulia Sabatini, che ha tramutato il mio lavoro di concept art approfondito in illustrazioni. Infine ho affidato la musica a Marta Ascari, mentre per la parte di programmazione ho richiesto l’aiuto di Stefano Rossitto“.

Il gioco permette di affrontare i temi della sessualità e delle nevrosi, oltre a constatare che anche con i videogiochi sia possibile generare l’autopoiesi.

Di cosa si tratta nello specifico? Lo abbiamo chiesto direttamente a Fortuna Imperatrice, che ci ha risposto così: “Un sistema auto-poietico ha la capacità di ridefinire, ricreare e sostenere se stesso continuamente. Ho applicato questo concetto ai videogiochi.

Mi sono resa conto che, nel tempo, le esperienze virtuali si erano “installate” in me come esperienze reali, dunque traumatiche, gioiose, rivoluzionarie. I videogiochi, se usati con senso critico, hanno la capacità di arricchire la personalità e generare l’acquisizione di paradigmi estremamente variegati e utili per capire se stessi e il mondo intorno”.

Un individuo riesce dunque ad appropriarsi dell’esperienza virtuale, tramite l’utilizzo del senso critico, e farla propria al punto da inserirla nel proprio vissuto e utilizzarla come esempio e monito.

Freud ha salvato Fortuna grazie alla sua indagine psicanalitica. Riuscirà ad aiutare anche noi?

Lo scopriremo presto. Ora la prego si sieda, si metta comodo, e inizi a raccontare.

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Francesca Sirtori

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Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino. Datemi un argomento e ne scriverò, come da un pezzo di plastilina si ottiene una creazione sempre perfezionabile. Sed non satiata.
                   










 
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