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Google meet cambia nome

Hangouts Meet cambia nome: ora video-chiameremo con Google Meet
Continua il trend, sembra che Google voglia liberarsi del nome Hangouts


Google Meet sarà il nome dell’app per le video chiamate business e per le scuole di G Suite. Hangouts Meet non esisterà più, anche se ci sarà Hangouts Chat. Insomma, un’altra chiarissima scelta di Google per quanto riguarda le sue app di messaggistica.

Google Meet cambia il nome, ma non la sostanza

Forse nell’introduzione sono stato troppo passivo-aggressivo. Intendiamoci: Google Meet è un’ottima app per le video chiamate. E lo era anche quando si chiamava Hangouts Meet. Anzi, da quando Google ha reso gratuite per le scuole le funzionalità avanzante della G Suite, il suo pacchetto di applicazioni business, milioni di studenti hanno iniziato a fare lezione attraverso Meet. Non solo perché Google ha reso semplice per gli insegnanti usare le app, ma perché è chiaro che a Mountain View sanno fare un’app per le video chiamate.

Fin troppo, forse. Dopo aver lanciato Hangouts (un’app che, tra parentesi, funziona benissimo), negli ultimi anni sono uscite Google Duo e Google Meet. Che non fanno esattamente la stessa cosa, ma sono davvero troppo simili per essere app di un unico sviluppatore.

Perché Google odia il nome “Hangouts”

Quindi ora, come riportano quelli di Android Police, Google abbandonerà il nome Hangouts Meet, cambiandolo man mano tramite aggiornamenti dell’app sui vari dispositivi (al momento della stesura di quest’articolo la versione mobile ha ancora il vecchio nome). Ma perché?

Sebbene Google non commenti sul cambio di nome, in molti sospettano che sia una questione di “reputazione”. Google ha dominato quasi ogni campo dell’informatica contemporanea, ma non è mai stata abile nel mondo social e della messaggistica. “Hangouts” è un termine che si porta dietro i 100 tentativi diversi di lanciare un’app per le chat che funzioni.

E poi c’è il fattore aziendale: “Hangouts”, che in italiano potremmo tradurre con “luoghi di ritrovo”, non suona bene per un’app il cui focus saranno le video conferenze per il lavoro e la scuola. Google Meet sembra immediatamente più serio. E pubblicizza il nome dell’azienda, che anche quando si è ricchi e potenti come Google, non fa mai male.


Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.