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Berlina, Coupé o Monovolume: cosa significano questi termini?

Scopriamo come orientarsi nel mercato automobilistico attraverso il design

Quante volte abbiamo sentito frasi come “berlina 2 volumi” oppure “auto del segmento C” senza sapere veramente cosa significassero. Certo, un monovolume ci ricorda un’auto abbastanza grossa ma un tre volumi? E la spider, non sarà mica la versione americana della cabriolet?

Vi spieghiamo oggi tre facili criteri per distinguere e catalogare i vari modelli in commercio. Non sarete più impreparati al prossimo acquisto e potrete sorprendere i vostri amici quando, con nonchalance, descriverete con precisione ogni auto che vi passa davanti.

Classificazione in base ai segmenti

La prima classifica che vi proponiamo è quella più semplice, anche se poco usata nella vita comune. Ne esistono diverse varianti: da quella nordamericana a quelle britannica ed europea.

Chart segmenti automotive
www.jato.com

Analizzando quest’ultima troviamo 6 categorie principali, suddivise grossolanamente per dimensione. Come esempi cercherò di riportare pochi marchi in modo da non confondere troppo le idee:

  • Segmento A (Minicar e city-car): vetture di piccole dimensioni, maneggevoli e adatte al traffico cittadino. Rientrano in questa categoria le nostre Fiat 500 e Fiat Panda;
  • Segmento B (small car): crescono in lunghezza pur rimanendo utilitarie piccole e compatte, perfette per la città. Sempre in Italia troviamo la Fiat Punto;
  • Segmento C (medium car): automobili di medie dimensioni o piccole familiari. Hanno una grande fetta di mercato (forse la più grande) in quanto rimangono sempre maneggevoli e non ingombranti. Di esempi ne potremmo fare veramente tanti: in casa Fiat la nuova Tipo o la 500X possono essere collocate in questo segmento ma vale la pena citare anche BMW Serie 1, Ford Focus, Opel Astra, Peugeot 308 o l’Alfa Romeo Giulietta;
  • Segmento D (large car): i volumi iniziano a crescere, come i prezzi. Si tratta di vetture di medio-grandi dimensioni, molto spesso SUV, crossover o familiari. Più impegnative anche a livello di allestimenti e motorizzazione, iniziano ad offrire un po’ di sportività. Tra le più vendute in Italia troviamo: Alfa Romeo Stelvio, Audi Q3, BMW X1 o Volkswagen Tiguan;
  • Segmento E (executive car): berline (chiariremo tra poco questo termine) di grandi dimensioni che normalmente rappresentano il top di gamma dei modelli in produzione. Mettendo mano al portafogli troviamo quindi BMW Serie 5, Mercedes Classe E, Audi A6 o Jaguar XF
  • Segmento F (luxury car): poco da dire in questo caso. Andate al concessionario e chiedete: “Ha presente quel Mercedes Classe E lì esposto? Non avete qualcosa di simile ma più costoso?”. Macchine lussuose e voluminose. Non tutte le case costruttrici hanno la possibilità di proporre tali modelli. Sono spesso i prodotti dei marchi di lusso delle case madri come: Lexus (Toyota), Infiniti (Nissan), Lincoln (Ford) o Acura (Honda). Mercedes, non peccando certo in eleganza e raffinatezza, sfoggia orgogliosa il suo Classe S

Alcuni termini meno utilizzati, anche accoppiati ai precedenti, sono:

  • Segmento J: comprende tutti 4×4, fuoristrada, SUV e pick-up
  • MPV: nei “multi-purpose-vehicle” rientrano van, minivan e tutti gli incroci tra familiari e monovolume
  • Segmento S: machine sportive, molto performanti e super-car

Classificazione in base ai volumi

Non si tratta di una vera e propria classifica: questa nomenclatura fornisce un’idea del design in base alla geometria degli scompartimenti principali dell’auto. Tali vani (o volumi) sono: vano motore, spazio passeggeri e bagagliaio. Premesso che lo spazio dedicato al motore viene preso come vincolato, descriviamo le caratteristiche principali di queste espressioni.

Chart volumi automotive

3 VOLUMI: abitacolo e vano posteriore sono ben distinti; sia per la comunicazione interna sia per il netto stacco del profilo esterno. Normalmente sono vetture di grandi dimensioni, perlomeno in lunghezza, come il classico BMW Serie 3.

2 VOLUMI: sono le configurazioni più usate per le medio-piccole. Offrono compattezza, non separano completamente il vano bagagli dallo spazio passeggeri e permettono variazioni del volume di carico notevoli grazie al ribaltamento dei sedili. Il profilo laterale, meno marcato sul posteriore, dà spazio alla verticalità. In questa categoria possono rientrare tranquillamente le auto a tre porte (ovvero due portiere laterali e un portellone posteriore).

MONOVOLUME: detti anche minivan, offrono un grande spazio interno, un profilo esterno sostanzialmente continuo influenzato nella forma dal vano bagagli. Quasi sempre hanno 5 o 7 posti passeggero anche se ne possiamo trovare di piccole dimensioni.

2 VOLUMI E MEZZO: nati negli anni ’70 come variante delle due volumi, non distinguono completamente i due vani come le 3 volumi ma spezzano leggermente la linea laterale a favore della lunghezza. Per capirci meglio prendete come esempio la Fiat Brava.

Design della carozzeria

 

design automotive sketch
Photo Credit: huffingtonpost.com

Con l’ampliarsi della gamma di veicoli il modo più efficace per capirsi è essere sempre più specifici. Analizziamo ora termini che sentiamo tutti giorni senza però avere bene in mente l’immagine corretta:

  • BERLINA: è il tipico esempio di auto a tre volumi, anche se le varianti non mancano di certo. La carrozzeria presenta il tetto fisso e la configurazione è 3 o 5 porte, contando il bagagliaio.
    • CABRIOLET: detta anche “cabrio, decappottabile o convertibile”. Presenta un tettuccio in tela, metallo o plastica, comandato meccanicamente o elettricamente. I posti sono 2 o 4. Deriva direttamente da una berlina, modificata per mantenere gli standard strutturali di sicurezza della sorella col tettuccio.
    • COUPE’: auto a due porte e tetto fisso. Il volume della parte posteriore è ridotto a favore di una linea più sportiva (meno spazio per passeggeri posteriori e bagagli). Se il retro supera una certa dimensione si parla di berlina due porte
    • COUPE-CABRIOLET: un coupé che all’occorrenza, grazie ad un tetto ripiegabile in più moduli, diventa cabriolet. La parte superiore, più rigida e robusta del cabrio, offre versatilità e grande protezione dagli agenti atmosferici
    • STATION WAGON: “familiare” o anche “giardinetta”, mantiene forma e proporzioni della berlina nelle parti anteriore e centrale. La parte posteriore è allungata ed aumentata in volume
    • FASTBACK: nate negli USA, sono una via di mezzo tra un coupé ed una station wagon. Auto due volumi caratterizzate da un lunotto posteriore molto inclinato e bagagliaio incluso nello stesso vano abitacolo
    • HATCHBACK: definizione americana di berlina nella variante due volumi e mezzo
  • SPIDER: auto scoperta, a due posti (a volte 2+2), dalle dimensioni contenute. A differenza della cabriolet, non ha una berlina di derivazione. La sportività è nel DNA di queste macchine
    • ROADSTER: è una spider storicamente priva di montanti per i cristalli laterali. Rimangono il tettuccio apribile e il dinamismo della cugina.
    • BARCHETTA: simile alla spider, presenta un parabrezza di dimensioni ridotte o totalmente assente. (La Fiat Barchetta in verità è una spider)
  • SUV: o “sport utility vehicle”, è simile ad un fuoristrada come estetica. Il telaio è differente e la meccanica risulta semplificata per un uso non estremo. Vengono mantenute un’elevata altezza da terra e le quattro ruote motrici.
    • CROSSOVER: allontanandoci ulteriormente dagli off-road troviamo i crossover. SUV con caratteristiche molto simili ad una station wagon dall’assetto rialzato
  • MONOVOLUME: riprende la descrizione del capitolo precedente rientrando nell’uso comune tra i termini più specifici come berlina o coupé. Non possiamo non citare la Fiat Multipla, oggetto di grandissimi dibattiti estetici
  • TARGA: una via di mezzo tra un coupé ed una spider. Il tetto, rigido e rimovibile, è sorretto dal parabrezza e da un caratteristico montante fisso, mancante negli altri modelli aperti. Ad esempio: Fiat X 1/9 o Porsche 911 targa

Ricapitolando i termini principali: una qualsiasi auto a tetto fisso, generalmente tre volumi, è definita berlina. Riducendo il numero di portiere a favore di una linea più sportiva otteniamo un coupé’. Mettendo mano al tettuccio abbiamo una cabriolet, allungando invece il retro una station wagon. La spider, a differenza della cabriolet, non deriva da una berlina (è più originale insomma) e le dimensioni sono più contenute; aggiungendo il caratteristico montante fisso otteniamo una targa, riducendo o eliminando il parabrezza una barchetta. Un SUV è un fuoristrada che non fa fuoristrada e un crossover è una station-wagon un po’ più alta.

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Federico Marino

Amante dei motori, specie quelli grossi e rumorosi, appassionato di tecnologia e di tutto ciò che è scientifico e innovativo. Studente in ingegneria energetica, tento di sopravvivere al caos della Grande Milano con una piccola reflex, rock 'n 'roll sempre in cuffia e tanti buoni propositi!
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