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iSphere, l’idea berlinese per evitare la mascherina ed il coronavirus
Un mix tra vintage e futuristico


È possibile aggirare il coronavirus e le mascherine con un prodotto vintage ma dal sapore futuristico? Sì con iSphere, l’idea open-source ad opera di due artisti con base a Berlino. 
 

iSphere, la mascherina 3.0

Il coronavirus ha cambiato il nostro modo di relazionarsi col prossimo, anche per via dell’utilizzo semi-obbligatorio di alcuni dispositivi di protezione individuale come le mascherine.

iSphere prova a porre rimedio alla faccenda in modo originale. iSphere è un progetto “open source”, significa cioè che con pochi sforzi tutti possono produrlo, svilupparlo e migliorarlo. Gli artisti che lo hanno ideato hanno semplicemente legato insieme 2 emisferi di plastica vuoti trasparenti  e ritagliato alla base un foro per permettere l’ingresso della testa. Per l’intera procedura ci sono voluti soltanto 30 minuti e 20€ di spesa. 

Ma non finisce qui, in quanto al progetto si possono aggiungere dei gadget/migliorie che lo rendono ancora più originale ed utile, come ad esempio un filtro, uno specchio, un parasole o un ventilatore.

isphere

L’idea dietro al design

Marco Canevacci (Dr. Trouble) e Yena Young (Ms. Bubble), i due fondatori del progetto Plastique Fantastique, presentano sul proprio sito il progetto iSphere in questo modo:

Proteggersi e proteggere dal Coronavirus con un design che ricorda i fumetti di fantascienza degli anni ’50 e le creazioni dei movimenti utopici degli anni ’60. L’iSphere è un oggetto divertente e serio che stimola su come affrontare questa situazione eccezionale”. 

Aggiungono: ”Il Coronavirus sta cambiando le nostre relazioni personali e influenzando la nostra percezione della realtà. È un virus molto democratico: si diffonde oltre i confini, non ha preferenze per genere, status sociale, culturale o economico. In questo periodo di blocco, ci interroghiamo sulla mutazione della nostra vita sociale e sugli effetti della privazione del tocco fisico”. La risposta, per i due artisti, è un casco di plastica auto-prodotto che forse farà sorridere anche durante una situazione seria come quella attuale.

 


Livio Marino

Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick.