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Nuovo digitale terrestre: cosa cambierà, quando cambierà
Tutto quello che c’è da sapere in vista dello switch off fissato a partire dal prossimo 1 settembre


Le date sono finalmente certe: lo switch off al nuovo digitale terrestre sarà un processo lungo nove mesi. Avrà inizio l’1 settembre del 2021 e si concluderà il 20 giugno del 2022, quando tutte le emittenti avranno cambiato frequenza e saranno passate al nuovo standard di trasmissione.

Scopriamo più in dettaglio cosa accadrà, e quali modelli di TV saranno o meno compatibili con il digitale di seconda generazione.

In arrivo il nuovo digitale terrestre

Partiamo dalle date dello switch off. È stato un argomento a lungo dibattuto, che solo nei giorni scorsi ha visto la conclusione grazie all’intervento nientemeno che del Tar del Lazio.

Il tribunale amministrativo regionale ha infatti bocciato i ricorsi di Cairo Communication e Persidera. Le due aziende avevano chiesto, per motivi diversi, l’annullamento della delibera Agcom 129/19/Cons. E, assieme, la cancellazione del calendario di spegnimento del vecchio segnale e di accensione del nuovo. Ma il Tar del Lazio ha detto no.

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Le date

Respinti i ricorsi, giudicati “improcedibili o inammissibili”, restano dunque valide le date calendarizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il passaggio al DVB-T2, il digitale di seconda generazione, avverrà in tre diversi momenti, a seconda della quattro zone geografiche in cui per l’occasione è stata suddivisa l’Italia.

Ecco il calendario:

  • 1 settembre 2021-31 dicembre 2021: Area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano) e Area 3 (Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza)
  • 1 gennaio 2022-31 marzo 2022: Area 1 (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna)
  • 1 aprile 2022-20 giugno 2022: Area 4 (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche).

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Nuovo digitale terrestre: cosa cambia?

Il passaggio al nuovo digitale comporterà una migliore risoluzione del segnale. Il DVB-T2 è infatti una tecnologia decisamente più avanzata di quella attuale: verrà liberata la banda a 700 MHz, che subito dopo sarà occupata dagli operatori telefonici per le trasmissioni dati in 5G.

In altre parole si passerà dallo standard di codifica MPEG-2 a quello MPEG-4, ossia alla visione HD. E solo gli apparecchi televisivi in grado di supportare questa funzionalità saranno idonei al nuovo digitale terrestre.

Quali televisori supporteranno il DVB-T2?

Per sapere se l’apparecchio televisivo in nostro possesso sarà compatibile con il digitale di seconda generazione, è sufficiente effettuare un semplice test. Dovremo sintonizzarci sui due canali test a nostra disposizione: il canale 100 di Rai o il canale 200 di Mediaset. Se apparirà la scritta Test HEVC Main 10, non dovremo sostituire la nostra TV ma solamente risintonizzare i canali. Il nostro apparecchio sarà cioè compatibile con lo standard DVB-T2 e con il codec H.265 HEVC.

Viceversa, occorrerà acquistare un televisore compatibile col nuovo sistema o munirsi di un decoder adatto.

Decoder compatibili e bonus TV

Se si decidesse di optare per l’acquisto non di un nuovo apparecchio televisivo ma di un decoder compatibile col digitale terrestre di seconda generazione, bisognerà scegliere apparecchi con la sigla DVB-T2 HEVC 10.

Il costo medio di un decoder compatibile col digitale DVB-T2 si aggira intorno ai 30 euro.

Vale inoltre la pena di ricordare il Bonus TV 2021, pensato appunto per l’acquisto di un televisore o di un decoder di ultima generazione. Il bonus, approvato con la Legge di Bilancio 2021, è riservato a famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro annui. E dà diritto a uno sconto una tantum di 50 euro massimi, che il venditore detrarrà all’atto stesso dell’acquisto.

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Nuovo digitale terrestre: quali TV scegliere?

Infine, un consiglio per chi dovrà sostituire il suo apparecchio televisivo. Se è vero che tutte le TV prodotte negli ultimi quattro anni possono decifrare il segnale digitale terrestre di seconda generazione, non è detto che siano in grado di sfruttarne appieno tutte le caratteristiche.

Un televisore davvero ad hoc per il DVB-T2 dovrà avere tre peculiarità.

La prima sarà la risoluzione: dovrà essere HD e avere almeno 1920×1080 pixel.

Altro fattore, ma ne abbiamo già parlato accennando al test, è la compatibilità con il codec H.265 HEVC, che ha raddoppiato il rapporto di compressione del precedente H.264. Questo significa che sulle stesse frequenze radio del digitale terrestre viaggeranno il doppio dei canali.

Infine, andranno valutate le funzioni smart della TV, per avere la possibilità di utilizzare app esterne: i contenuti in streaming su Internet prenderanno sempre più piede nel futuro prossimo.

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Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti, prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale https://claudiobagnasco.com