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Combattere l’ansia con la realtà virtuale

Un recente studio porta alla luce i benefici della realtà virtuale sulla salute mentale

Le possibili applicazioni della realtà virtuale sono ampie e diversificate tra loro, e soprattutto escono spesso dal contesto prettamente tecnologico. Una recente ricerca scientifica, ad esempio, ha dimostrato che questa può addirittura risultare un trattamento efficace per l’ansia. Curato da JMIR Publications, che si occupa di ricerca sulla salute digitale, lo studio ha esaminato la terapia dell’esposizione alla realtà virtuale (VRET).

Una terapia che consiste nell’esporre continuamente i pazienti ad uno stimolo traumatico con l’aiuto di ambienti virtuali. L’obiettivo, in questo caso, non è quello di affrontare il trauma nella sua forma reale, ma di ottenerne i benefici del superamento attraverso l’esposizione virtuale. Andiamo allora a vedere più nel dettaglio quali sono i risultati della ricerca.

Realtà virtuale: uno studio la rivela efficace nel trattamento dell’ansia

Uno studio condotto di recente in Nuova Zelanda ha esaminato diversi studi precedenti su VRET e ansia. Dopo varie ricerche, si è dimostrato che questo tipo di terapia è un metodo praticabile e potenzialmente rivoluzionario per trattare determinate condizioni di salute mentale. In particolare, sembrerebbe che combinare l’esposizione alla realtà virtuale con la terapia cognitivo comportamentale porti a ottimi risultati nel trattamento di condizioni come l’ansia e il disturbo ossessivo compulsivo.

realtà virtuale

Al termine dello studio, il Professor Porter, e i Dottori Baghaei e Chitale hanno affermato che la VRET consente ai partecipanti di “affrontare le situazioni che causano loro paura e ansia, ma in un ambiente sicuro e controllato, lavorando a stretto contatto con i loro professionisti della salute mentale“. Tra l’altro, le applicazioni di questa terapia sono infinite. Può essere utilizzata, ad esempio, per trattare la paura di volare attraverso simulatori di volo virtuali oppure per gestire la paura di guidare attraverso simulatori di guida. E così pure l’avversione al parlare in pubblico può essere affrontata attraverso interviste e presentazioni virtuali.

La VRET consente ambienti virtuali personalizzabili in cui un paziente è esposto a stimoli temuti in un ambiente sicuro e controllato. Grazie alla natura della realtà virtuale, i pazienti vivono un’esperienza coinvolgente e immersiva all’interno del mondo virtuale. Questa realtà può essere controllata dal professionista della salute mentale, consentendo il controllo totale dell’esposizione e la manipolazione di scenari specificamente adattati all’individuo sottoposto alle sessioni“. Così concludono i ricercatori nel loro studio. Dimostrando a tutti gli effetti la possibile efficacia del trattamento.

Come la VRET aiuta il trattamento dei disturbi della salute mentale

Lo studio neozelandese non è certo il primo a dimostrare l’efficacia dell’esposizione alla realtà virtuale nel trattamento di ansia e disturbi post traumatici. Già nel 2016 l’Università di Oxford ne ha dimostrato la possibilità di utilizzo mettendo a contatto i pazienti che soffrono di paranoia severa con ambienti virtuali specifici. Un esperimento che ha permesso ai ricercatori di mostrare ai pazienti che gli spazi che li spaventano possono effettivamente essere sicuri. Al tempo stesso, anche condizioni come il disturbo da stress post-traumatico o la schizofrenia possono essere trattati con la medesima terapia.

Uno studio condotto nel Regno Unito nel 2019, ad esempio, ha ricreato situazioni potenzialmente stressanti per i pazienti schizofrenici, consentendogli così di capire come rapportarsi al meglio con il mondo circostante in tali condizioni. Ma questo non significa che non siano mai stati considerati i rischi dell’uso della realtà virtuale nel trattamento dei disturbi della salute mentale. Anzi, tutt’altro. Uno studio del 2018 di J Clin Med dimostra che la VRET potrebbe non essere adatta a chi soffre di epilessia. E che in alcuni casi può provocare cinetosi, vertigini o disorientamento.

Un altro rischio è rappresentato dall’ossessione o dalla dipendenza dei pazienti dalla realtà virtuale. Insomma, gli aspetti negativi del trattamento esistono, ma rimangono di gran lunga inferiori a quelli positivi. I ricercatori dello studio neozelandese ne sono più che convinti. “Molti studi hanno riportato risultati positivi dopo il trattamento VRET in modo tale che i partecipanti hanno sperimentato una diminuzione di PTSD, depressione, disturbo d’ansia sociale, ansia di parlare in pubblico e/o sintomi di rabbia, ed erano anche più rilassati“.

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Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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