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Lotus Emira, l’ultima auto termica della Casa di Hethel: motore V6 o AMG, fino a 400 CV e 1400 kg

Lotus Emira, l'ultima termica: 1400 kg, fino a 400 CV e con tanta tecnologia

La fine di un’era ha un nome: Emira. Lotus Emira sarà infatti l’ultima auto della Casa di Hethel dotata di un motore termico. Dopo di lei, Lotus diventerà una Casa totalmente elettrica, ma prima c’è ancora tempo per un’ultima sportiva con motore a benzina che punta sul più puro piacere di guida. Conosciamo allora la nuova Emira, attesa dagli appassionati di tutto il mondo. Fidatevi, vi stupirà.

Lotus Emira sostituisce in un colpo Evora, Elise ed Exige

Lotus Emira chiude un’era durata 73 anni, da quando Colin Chapman, geniale ingegnere inglese, fondò a Hethel, nella provincia inglese del Norfolk, la sua Casa automobilistica, Lotus. Alternatasi per anni tra le competizioni e le auto stradali, Lotus ha sempre puntato sulla leggerezza, sulla purezza e sull’emozione di guida. Con il mantra less is more, meno è di più, diventato poi negli anni un modo di dire diffuso in tutto il mondo, Sir Colin Chapman conquistò il mondo delle corse con il Team Lotus, progettando le sue vetture di Formula 1 e vincendo 7 Campionati del Mondo Costruttori e 6 Campionati Piloti, e il mondo delle auto stradali con la Lotus Cars.

Lotus Emira Elise

Dalla originale Lotus Seven, passando per le leggendarie Elan, Esprit, Europa e arrivando alle tre icone che oggi salutano la produzione: Elise, Exige ed Evora. Tre automobili molto diverse, ma accomunate da un unico obiettivo: la purezza di guida. La Elise, la piccola di casa, è nata nel 1996 da un’idea del proprietario Lotus di allora, Romano Artioli, che voleva ricreare un’auto pura e semplice, tutta guida e sensazioni, come la Seven. Dopo 25 anni, la Elise è ancora oggi il riferimento per chi cerca un’auto pura e cristallina, con un peso piuma e solo ciò che è necessario per divertirsi.

Lotus Emira Exige

La Exige, invece, deriva in gran parte dalla Elise da cui riprende il telaio, realizzato in estrusi di alluminio uniti da colla e rivetti (davvero, non scherzo!), e l’esperienza di guida pura, ma alla cui ricetta aggiunge un motore più potente. Nata come versione coupé e potenziata della Elise e diventata una super-Elise con motore 3.5 V6 Toyota da 350 o più CV, la Exige offre prestazioni da supercar con interni scarni e dotazioni ridotte all’osso, per ottenere il piacere di guida più puro.

Lotus Emira Evora

L’ultima e più recente, la Evora, nata nel 2009, è una Lotus più “docile” e civilizzata. Ancora relativamente leggera con i suoi 1300 kg, offre interni in pelle, navigatore, rifiniture di pregio e confort, senza mai perdere la purezza di sterzo, telaio, sospensioni e le emozioni di una vera Lotus. Nata con “soli” 280 CV e arrivata, nelle versioni più estreme, a 430 CV, ha sfoggiato sempre un 3.5 V6 Toyota, lo stesso della Toyota Camry, ma modificato e reso Lotus dai tecnici di Hethel.

Lotus Emira sarà l’ultima Lotus a benzina: il futuro è elettrico

Emira quindi dovrà sostituire in un solo colpo la più piccola e pura Lotus, la più veloce ed estrema e la più civile e poliedrica. Una sfida difficile, ma che l’ultima Lotus termica dovrà affrontare. Dopo la morte improvvisa di Colin Chapman, infatti, la Casa inglese ha passato periodi burrascosi. Da proprietari che non rispettarono la sua storia, al periodo General Motors che ha regalato al mondo la Lotus più discussa di sempre, la Elan S3 a trazione anteriore, dal già citato periodo Artioli fino al lungo periodo malese, sotto il marchio Proton. Dal 2017, però, è arrivata la potente Casa cinese Geely, la stessa che possiede anche il brand Volvo.

Lotus Emira Evija

Con i soldi orientali, Lotus ha finalmente avuto delle finanze stabili dopo decenni di incertezze, con Geely che ha investito 100 milioni di sterline in nuovissime strutture nella sua storica fabbrica di Hethel. In più, però, Lotus e si è resa conto di dover cambiare. La sua pletora di appassionati è si affezionata fino al midollo, ma piuttosto ristretta. Per i vertici Lotus, è il momento di espandersi, e per farlo si è scelta una rivoluzione: quella elettrica. A partire dalla nuova Hypercar 100% elettrica da 2000CV, la Evija, nasce la nuova era EV di Lotus. Una nuova era che vedrà la nascita di diversi modelli a zero emissioni, compresa una sportiva realizzata in collaborazione con Alpine delle dimensioni della A110 e, per la prima volta, un SUV. Ma prima di questa svolta epocale, Lotus si prepara all’ultimo ballo termico: Emira.

L’estetica di Lotus Emira: una piccola supercar, con fari LED e tanta aerodinamica

E come pensa di sostituire le tre Lotus più vendute della storia del brand? Semplice: non facendolo. Lotus Emira è un’auto totalmente nuova, sotto ogni punto di vista. Analizziamo allora da vicino la nuova Emira, partendo dal suo design. Fin dal primo sguardo, la nuova Lotus Emira sembra una piccola supercar coupé in miniatura. Perde quindi un po’ quell’aura di artigianalità delle precedenti Elise ed Exige, ma guadagna in modernità e qualità. In Lotus hanno voluto cercare di trasmettere la teatralità di una supercar in una loro auto, ora più pratica e usabile tutti i giorni di qualsiasi Lotus mai creata. Fin dal primo sguardo lascia stupiti: è davvero riuscita in ogni sua linea.

Lotus Emira frontale

Il frontale è molto affilato e basso, con influenze dalla Hypercar Evija a partire dalle superfici tese e dalle prese d’aria laterali, molto particolari. Si tratta infatti di sfoghi dell’aria, che portano l’aria lontano dal muso dell’auto per minimizzare il fenomeno di galleggiamento tipico delle auto a motore centrale. I fari verticali sono Full LED, standard su tutte le Emira, con una forma che ricorda le altre Lotus. La cellula dell’abitacolo è poi molto stretta rispetto alla larghezza dell’auto, in puro stile Lotus.

Lotus Emira laterale

La nuova Emira vista dal profilo laterale fa risaltare una enorme presa d’aria che sfocia nelle portiere e si arresta poco prima delle ruote posteriori. Un’altra citazione dalla più grande Evija, così come lo è il parafango molto gonfio e prominente, che regala un look aggressivo e dinamico a tutta l’auto. Dal profilo laterale, Emira sembra una piccola McLaren. Le linee sono tese e ogni superficie è disegnata così per uno scopo; allo stesso modo sono però eleganti morbide e rassicuranti, che danno l’idea di una sportiva sincera e connessa al pilota.

Lotus Emira posteriore

Dietro invece abbiamo un paraurti che abbraccia l’intera larghezza dell’auto, con fari alti e la classica scritta Lotus ben distribuita su tutta la larghezza dell’auto. Troviamo poi altri sfoghi dell’aria, per un design fortemente influenzato dallo studio aerodinamico, e che riprendono in piccolo le enormi prese della Hypercar Evija. Non manca poi un diffusore posteriore molto ampio e prominente, che integra anche il doppio scarico sdoppiato, ovviamente vero. Si intravede poi il motore, anzi, i motori dietro il piccolo lunotto in vetro: di questo, però, parleremo tra poco. Se il frontale è affilato e la vista laterale aggressiva e sportiva, il lato B di Emira è il più riuscito dell’auto a mio parere, sotto ogni punto di vista. In ogni caso, è sicuro che la tecnici Lotus abbiano fatto davvero un grandissimo lavoro.

Lotus Emira faro anteriore

In definitiva, Lotus Emira è compatta e teatrale, una piccola supercar in miniatura. Ci sono ancora alcuni dettagli tipici Lotus, come l’abitacolo stretto, la pulizia delle linee e le proporzioni ripresa da Elise, Exige e Evora. Le dimensioni poi rimangono contenute, a livello di una compatta media: lunga 4 metri e 41, è larga ben 1,90 m escludendo gli specchietti e alta solo 1 metro e 22. Ci sono infine due bagagliai: uno dietro al motore, di 151 litri, e poi un secondo vano dietro ai sedili, da ben 208 litri. Questo rende Emira la più spaziosa Lotus di sempre.

Interni e tecnologia: Lotus Emira è la Lotus più tecnologica di sempre

Se all’esterno il cambiamento è epocale, all’interno Lotus Emira è una vera rivoluzione. L’interno di Emira rimane pulito e razionale, ma l’ambiente essenziale e spartano delle precedenti Lotus scompare per lasciare spazio a quella che è a tutti gli effetti una nuova generazione di Lotus. Una Lotus meno essenziale, ma più curata, più lussuosa, una specie di nuova Esprit.

E appena si sale all’interno si capisce di cosa intendeva fare Lotus. Dalle vecchie Lotus, è rimasto il focus sulla praticità ed ergonomia di ogni comando, piazzato proprio dove è più comodo per il conducente. La differenza è che non si tratta più di un’auto dedicata esclusivamente ai weekend e ai trackday, ma un’auto da usare tutti i giorni, a 360 gradi. Una rivale della Porsche Cayman, piuttosto che della Alpine A110.

Lotus Emira interni1

La plancia è semplice, sportiva e pulita, con una finitura davvero piacevole in tutti i dettagli che contano. Ora la finitura è fatta con cura, con assemblaggi curati e una vera consolle centrale con tanto di tunnel, che non si vedeva dalla Lotus Esprit uscita di produzione nel 2004. Al centro della plancia troviamo dei controlli per il clima automatico e uno schermo a semi-sbalzo per il sistema di infotainment da 10.25 pollici, ora più grande e completo che mai su una Lotus.

Lotus Emira interni

I sedili sono in pelle, elettrici e, finalmente, spaziosi anche dalla taglia L in su. Anche il quadro strumenti è tutto nuovo: si tratta di un pannello totalmente digitale da 12.3 pollici, che offre tantissime possibilità di visualizzazione, configurazione e persino di gestire musica e navigatore. Siamo di fronte ad una vera auto da tutti i giorni. By Lotus. A far tornare sul pianeta-Lotus però ci pensano le versioni con cambio manuale, con una leva con leveraggi a vista e posizionata molto in alto, come sulla Esprit.

Lotus Emira interni2

Cosí tanta tecnologia non si era mai vista ad Hethel. Ora c’è l’ingresso e accensione Keyless, con tasto coperto da un coperchio rosso, e il volante multifunzione che include i comandi per la radio e il cruise control. Abbiamo poi le luci d’atmosfera, un cassetto portaoggetti e diversi portabicchieri, comprese le tasche nelle portiere che offrono spazio per le classiche bottiglie da mezzo litro. Fidatevi, per una Lotus questo è totalmente nuovo.

A livello tecnologico, poi, abbiamo le ultime novità del mondo dell’auto. Non mancano Apple CarPlay e Android Auto nello schermo centrale, diverse modalità di guida selezionabili dalla console centrale, e una pletora di sistemi di sicurezza mai visti su un’auto di Hethel. Emira offre infatti di serie la frenata automatica di emergenza, l’avviso dell’angolo cieco e il Cruise control. A richiesta, c’è poi il Cruise control adattivo, l’avviso di superamento di corsia e altri ADAS che la rendono sicura anche tornando a casa da un trackday.

L’handling sopra ogni cosa, ma non sul peso: 1400 kg sulla bilancia

Parliamo ora di meccanica, l’argomento principale su ogni Lotus. Perché a tutti piacciono gli interni curati, la tecnologia, le buone finiture e un infotainment completo. Ciò che rende questa Casa unica al mondo è però la cura per l’esperienza di guida, pura e personale.

Parliamo subito dell’elefante nella stanza: il peso. Sentendo parlare di ADAS, infotainment, schermi, rivestimenti e tappetini, viene subito in mente la questione peso. Come abbiamo detto prima, infatti, Lotus ha sempre puntato sulla leggerezza, secondo il principio add lightness, ovvero “aggiungi leggerezza”. Beh, questa volta in Lotus non hanno fatto il miracolo. La nuova Lotus Emira pesa infatti nella sua forma più leggera 1405 kg in ordine di marcia DIN con conducente di 75 kg. Un bel risultato vista la tecnologia a bordo, ma niente di eccezionale.

Lotus Emira intera

Per fare un esempio, Porsche Cayman S, la nuova rivale diretta, pesa leggermente meno, la Alpine A110 più di 200 kg in meno e servono due Elise prima serie, dal peso di 700kg, per fare una Emira. Ma la nuova Supercar in miniatura inglese non vuole snaturarsi, anzi. L’aumento di peso è stato necessario per renderla più moderna, più appetibile, ma non toglie l’anima Lotus. Il telaio è infatti la classica monoscocca in estrusi di alluminio incollati, simile a quella di Evora ma molto più rigida, moderna e sicura. Il collegamento con la ormai defunta Evora si vede però nel passo, che è rimasto identico: 2575 mm, piuttosto corto. Perfetto per avere il massimo dell’agilità. posizione del motore è posteriore-centrale, e la trazione è esclusivamente posteriore.

Lotus Emira targa

Uno dei grandi pregi delle Lotus è la guidabilità, che passa da uno schema sospensivo raffinatissimo. Ed infatti anche Emira non fa eccezione: abbiamo una soluzione a doppi quadrilateri su tutte e quattro le ruote, una soluzione tra le più efficaci a disposizione. Gli ammortizzatori sono fissi e non c’è nessun controllo elettronico. Si può però scegliere in fase d’acquisto una tra le due tarature disponibili: Tour, più morbida e adatta alle buche, e Sports, perfetta per la guida in pista.

Lotus Emira copertina

Per riuscire a gestire al meglio il maggior peso, la nuova Lotus Emira ricorre a gomme e cerchi enormi per il mondo Lotus. Dagli abituali cerchi da 17 e 18 di Elise ed Exige, Emira passa ad un diametro di 20 pollici di serie. Le gomme? Di serie, con le sospensioni più morbide, Emira monta delle Goodyear Eagle F1 Supersport, mentre con il pacchetto più sportivo Lotus Drivers’ Pack si passa a delle sportivissima Michelin Pilot Sport Cup 2, delle semislick davvero eccellenti che avevamo provato in pista circa un anno fa. Entrambe le gomme sono state poi riviste specificatamente da Goodyear e Michelin per montare sulla nuova Emira.

La meccanica: due motori, V6 e 4 cilindri turbo by AMG, fino a 400 CV e cambio manuale e automatico

Ma ora basta aspettare: quali sono i motori di Emira? Per la prima volta su un modello moderni Lotus, si potrà scegliere tra due motori molto diversi tra loro. Il primo è una vecchia conoscenza il 3.5 V6 Toyota, lo stesso montato su Exige e Evora. Un motore dotato di tanto carattere, rivisto e migliorato da Lotus e dotato di compressore volumetrico come sulle due sorelline. Questo V6 ha una colonna sonora pazzesca, e speriamo regali il carattere e la progressività delle precedenti Lotus anche ad Emira. I puristi saranno poi entusiasti di sapere che questo motore è l’unico della gamma equipaggiabile con il classico cambio manuale Lotus a 6 marce, una gioia da usare. Sul V6 è poi possibile optare per un automatico, un classico convertitore di coppia a 6 marce.

Lotus emira motore

La grande novità è però la nuova collaborazione con Mercedes-AMG per la fornitura del secondo e ultimo motore della gamma Emira, il 2.0 4 cilindri turbo M139 visto sulla Classe A45 AMG. Si tratta di uno dei 4 cilindri turbo migliori in circolazione: quasi privo di turbo lag, è progressivo ma molto, molto cattivo fino agli alti regimi. Vista la sua natura di motore moderno, questo 2.0 sarà disponibile con un solo cambio, l’automatico a doppia frizione a 8 marce visto anche sulla A45.

Lotus non ha ancora divulgato le potenze dei due motori, ma ha specificato che Lotus Emira avrà una potenza compresa tra i 360 e i 400 CV. Le prestazioni? 0-100 km/h a partire da 4.5 secondi (o più basso) e velocità massima di almeno 280 km/h. Una vera mini supercar.

Lotus Emira scarico

Lotus non ha però dimenticato il coinvolgimento di guida. Insieme al telaio in alluminio e alle sospensioni a doppio quadrilatero, Lotus Emira sfoggia una rarità al giorno d’oggi: il servosterzo idraulico. Lotus è l’unica che continua ad offrire questa tecnologia insieme alla sola McLaren. Perché? Il motivo è semplice: nonostante il servosterzo elettrico permetta di avere degli ADAS più sicuri e invasivi, il servosterzo idraulico costringe alla rinuncia del mantenitore di corsia attivo per guadagnare in feeling, risposta, peso dello sterzo e precisione, tutti molto superiori con uno sterzo idraulico. Una soluzione magari antiquata, ma che è d’obbligo per ogni nuova Lotus, che usa lo sterzo come modo per comunicare con il guidatore.

Quanto costa? E quando arriverà in Italia?

Mancano ancora alcune informazioni importanti, come il diametro e la tecnologia dei freni, la presenza o meno di un differenziale autobloccante, meccanico o elettronico, gli allestimenti disponibili o il prezzo per il mercato europeo. Conosciamo però il listino del mercato britannico. Lotus Emira infatti partirà nel Regno Unito da un listino di 60.000 sterline. Un prezzo che, se confermato, si trasformerebbe in 72.000 euro in Europa.

Tanti? Pochi? Dall’estetica e dal livello di tecnologia e prestazioni, è un ottimo prezzo: ci si poteva aspettare anche di più in realtà. I tempi delle Lotus economiche sono infatti ormai un ricordo. Le Elise partivano, nell’ultimo anno di produzione, da 55.000 euro, le Exige da circa 80.000 e le Evora sforavano i 100.000 euro di partenza. Nonostante quindi si sia superata di slancio la Elise, Emira è molto ben posizionata, sia contro le sue rivali dirette, Porsche Cayman in primis, che costa in versione S o GTS oltre 75.000 euro, ma anche nella vecchia gamma Lotus, sotto Exige ed Evora.

Non fate l’errore di paragonarla esclusivamente alle tre Lotus che sostituisce. Emira è molto diversa da Elise, Exige ed Evora, in ogni aspetto. È piú pesante, certo, ma è incredibilmente più moderna, più tecnologica, più al passo coi tempi. È una Lotus che si può usare tutti i giorni senza essere matti o dover diventare i migliori amici dell’osteopata. Una Lotus che può essere usata in quasi tutte le situazioni, una erede della Esprit, l’ultima Gran Turismo Lotus.

Emira è una nuova Lotus in tutto e per tutto, un atto di coraggio da parte di una Casa che dopo 25 anni propone qualcosa di totalmente nuovo, senza però perdere quello che l’ha resa immortale: il piacere di guida. Non vediamo l’ora di mettere alla prova Emira su strada, per conoscere se davvero è così speciale come sembra. Noi per ora adoriamo questa piccola mini-Supercar. E voi? Cosa ne pensate? Vi piace? Fateci sapere la vostra nei commenti!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

Un commento

  1. Esteticamente non é male ma, c’é un grande ma, non é più una lotus o per lo meno non é più la lotus che abbiamo imparato a conoscere.
    Sicuramente più vicino alle concorrenti e adatta alla guida quotidiana.
    Penso che chi ama lotus sia rimasto un pó con l’amaro in bocca .
    Non sono nemmeno convinto del 4 cilindri amg avrei preferito altro, magari una collaborazione con la cosworth.

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