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Huawei Mate 30 non avrà i servizi di Google

Lo ha confermato la stessa azienda di Mountain View, a meno di un mese dal lancio

Un nuovo report di Reuters conferma una timore da qualche mese nell’aria: Huawei Mate 30, sia nella versione normale che in quella PRO, sarà lanciato senza i servizi di Google. A confermalo sono alcuni dirigenti di quest’ultima azienda, mentre la motivazione è sempre la stessa: la lista nera USA che impedisce alle aziende americane di fare affari con alcune compagnie cinesi, ritenute un rischio per la sicurezza nazionale. Ma cosa vuol dire questo per il prossimo top di gamma di Huawei?

Via i servizi Google da Huawei Mate 30

Il bando (di cui abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo), impedendo alle aziende americane di fare affari con Huawei, aveva di fatto messo un veto alla possibilità, per Google, di vendere i suoi servizi abbinati con Android all’azienda cinese. Se infatti Android, di suo, è un sistema operativo open-source e gratuito, servizi come Gmail, Google Maps e soprattutto il Play Store sono forniti a pagamento dall’azienda di Mountain View.

Il motivo è molto semplici: queste applicazioni, insieme a quelle di terze parti presenti sullo store, sono uno dei punti di forza di un ecosistema consolidato come quello del robottino verde. Difficilmente, infatti, molti utenti sceglierebbero un telefonino, a meno di non essere costretti (come in Cina), senza le applicazioni ritenute ‘fondamentali’ (Gmail, Facebook, Whatsapp, Twitter, Youtube, etc etc…). Huawei, quindi, rischia un flop annunciato, con un top di gamma che dovrebbe competere con colossi come il Note 10, il nuovo iPhone, Pixel 4 e OnePlus 7 Pro, ma che a differenza di questi non è dotato di un sistema operativo ‘completo’.

In seguito al bando, era stata concessa e poi rinnovata una proroga di 90 giorni, che scadrà il 19 Novembre, per permettere all’azienda supportare i dispositivi Huawei già in circolazione. Questa concessione è però limitata ai dispositivi usciti prima del 16 Maggio, data di inizio del bando. Il Mate 30, il Mate X e tutti i cellulari previsti per i prossimi mesi rischiano quindi, data la suddetta mancanza, di essere molto poco attraenti per il mercato occidentale, minando la posizione di dominanza assunta da Huawei in questi anni che l’ha portata ad essere il secondo produttore al mondo di smartphone.

HarmonyOS Huawei

Huawei possiede già un suo app store alternativo, utilizzato per ora prevalentemente in Cina dove i servizi di Google sono vietati. L’azienda potrebbe quindi pensare di usarlo come base per offrire una sua versione di Android in Occidente, potenzialmente competitiva con quella di Google. L’azienda ha addirittura annunciato un vero e proprio sistema operativo, per ora limitato a smart TV e smart speaker ma potenzialmente utilizzabile anche per smartphone, che potrebbe rimpiazzare del tutto Android.

Le possibili soluzioni per uscire da questa situazioni quindi esistono, ma ciò non toglie che, per Huawei Mate 30, la cui uscita si vociferava fosse prevista per il 18 settembre, il futuro non sia poi così roseo. Vedremo se nei prossimi giorni l’azienda riuscirà ad ottenere una concessione speciale o meno, e quindi poter lanciare con tranquillità almeno questo nuovo dispositivo.

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Via
The Verge
Source
Reuters

Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.

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