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Nanà Supergirl: l’eroina che fa strage di cuori

La storia di una ragazzina dai superpoteri che arriva sulla Terra e conquista il cuore di amici e nemici

Nuova settimana e nuovo appuntamento con la nostra rubrica sugli anime degli anni ’80. È tempo di tornare nel mondo delle ragazzine dai superpoteri con uno degli anime più amati e noti di quegli anni: Nanà Supergirl. È il 1984 quando arriva in Italia sulle reti Mediaset questo cartone animato prodotto da Kokusai Eiga-sha e composto da 39 episodi che danno alla nostra protagonista un finale che per molti è però risultato abbastanza deludente. C’è comunque da sottolineare che quello di Nanà è un cartone animato molto leggero, con una trama non particolarmente sviluppata che fa della sua forza la simpatia e, spesso, la demenzialità dei suoi personaggi.
Andiamo, dunque, a scoprire qual è la storia di questa piccola eroina.

Nanà Supergirl: la storia

Un’eroina arrivata dal cielo

All’inizio di Nanà Supergirl sembra quasi di trovarsi in Dr Slump e Arale. Siamo infatti nel laboratorio di uno strambo scienziato che cerca di creare un essere dai superpoteri. Lo scienziato in questione è solo uno studente, il cui look colpisce al primo sguardo: lunghi capelli rossi, occhiali scuri a goccia, non proprio il prototipo classico dello scienziato a cui il mondo giapponese ci ha abituati nei suoi anime. Leonetto, questo il suo nome italiano (probabilmente ispirato dalla foltissima capigliatura), usa il suo compagno di scuola Bobolo per capire se la sua macchina funziona. Il fine è quello di trasformarlo in un essere dai superpoteri. Inutile dire che l’esperimento va male e che il laboratorio viene distrutto. Accade però che un fascio di energia pura provocato dall’esplosione finisca dritto in cielo. Proprio da qui arriva fluttuando una misteriosa ragazzina che, già dotata di uniforme scolastica, finisce proprio tra le braccia di Leonetto.

I superpoteri di Nanà

Al solo vederla fluttuare, Leonetto ne è subito convinto: la ragazza ha dei superpoteri! Lei si risveglia e rivela il suo nome, Nanà. È questo l’unico particolare che ricorda di se: non sa da dove arriva e chi fosse prima di giungere sulla Terra. Leonetto, intanto, le chiede prova dei suoi poteri e subito scopriamo che Nanà sa volare. Non è il suo unico potere: la ragazzina riesce a teletrasportarsi, ha una forza incredibile e riesce anche ad ingigantirsi. Tutte qualità che ingolosiscono il nostro Leonetto il cui scopo prioritario è fare affari e arricchirsi. È per questo che convince la giovane ed ingenua Nanà a rimanere al suo fianco: le offre un alloggio e due amici che sono due robot a forma di uccello, Seven e Eleven, che serviranno a lui a controllarla. D’altronde Nanà non può che accettare, anche perché innamorata di Leonetto al primo sguardo.

La “società tuttofare”

Fiutato l’affare e data una dimostrazione visiva ai compagni di scuola delle capacità di Nanà, Leonetto decide di creare una “società tuttofare” con cui arricchirsi, sfruttando proprio la nostra protagonista per aiutare chiunque paghi. Oltre a Nanà e Leonetto ne fa parte anche Bobolo, un ragazzino col sogno di diventare un disegnatore di fumetti che rimane al loro fianco perché innamorato di Nanà. Inutile dire che la società in questione non ottiene i risultati sperati da Leonetto. Non esiste però anime che si rispetti senza le mire del cattivo di turno. Lo conosciamo proprio nel primo episodio: lui è il Dott. Ishikawa, uno scienziato dalle fattezze di Frankenstein che mira ad impossessarsi di Nanà e utilizzarla per i suoi scopi col fine di dominare il mondo.

Uno stuolo di bizzarri nemici

Il Professor Ishikawa non è l’unico strambo nemico che Leonetto troverà sulla sua strada. Oltre allo scienziato troviamo infatti Pannocchione, un particolare personaggio che viaggia vestito con indumenti artici affiancato da tre maldestri assistenti su un sommergibile nucleare. C’è poi Gotanda, un eccentrico milionario che mira a rapire Nanà per aggiungerla alla sua collezione di mostri. E ancora abbiamo Klondike, giovane e ricchissimo capitano d’industria che mira ad avere Nanà come sua sposa e, dunque, a strapparla dall’influenza di Leonetto. La presenza di questi personaggi rende ancora più dinamico l’anime: nel corso dei vari episodi Nanà si teletrasporterà in vari luoghi del mondo, costantemente seguita da nemici, amici e pretendenti. Questo porta lo spettatore a vivere una lunga serie di avventure con la protagonista sempre diverse tra loro ma, soprattutto, molto divertenti.

Il finale

Ed eccoci dunque arrivati al finale tanto discusso di cui vi abbiamo accennato all’inizio dell’articolo. Chi si aspetta un lieto fine, dichiarazioni d’amore e colpi di scena rimarrà infatti alquanto deluso. Un colpo di scena, in effetti, c’è: Nanà scopre realmente da dove viene. Nell’ultimo episodio Nanà vince un viaggio nelle Alpi Svizzere, dove ovviamente si reca con Leonetto e Bobolo. Guarda casa anche il gruppo di ‘nemici’, chi per un motivo e chi per un altro, si trova in Svizzera e ambiscono a stare in compagnia di Nanà. È per questo che Leonetto decide di fare una gara per decidere con chi debba stare Nanà, e non solo a Natale ma definitivamente.

Capita però che proprio durante la gara il gruppo scateni un’enorme valanga. Nanà riesce a salvare tutti ma rimane congelata. A questo punto appare una ragazza che dice di essere la sorella di Nanà e di averla cercata per lungo tempo. Nanà, scongelata, scompare insieme a lei. In una lettera consegnata a Leonetto da Seven e Eleven, Nanà gli rivela di aver ritrovato la memoria ma di aver perso i super poteri e di essere in viaggio verso casa sua con la sorella maggiore. Ringrazia tutti, ‘nemici’ compresi, e dichiara di sperare di poter rivedere tutti prima o poi.

Nanà Supergirl: curiosità e considerazioni

Hideo Azuma, stile inconfondibile

Prima di diventare un anime di successo, Nanà Supergirl è Nanako SOS, un manga scritto e disegnato da Hideo Azuma, creatore tra gli altri anche di C’era una volta Pollon. Abbiamo compreso dalla trama che la storia non ha un filo conduttore, ogni capitolo/episodio è invece autoconclusivo e tenuto insieme solo dai personaggi che sono sempre gli stessi. Ciò che colpisce di questo anime è, d’altronde, proprio lo stile leggero, bizzarro e a tratti demenziale. Un risultato voluto da Azuma, che ritroviamo infatti in tutte le sue opere. L’ironia tipica dei personaggi dell’autore servivano anche per combattere la forte depressione che lo affliggeva. Con Nanà per farlo Azuma si avvale non solo di situazioni surreali ma cita molti film ben noti al pubblico, come fa nell’episodio 5 citando l’esorcista o ancora, più avanti, citando invece Giulietta e Romeo. Al contempo Azuma, pur sempre con tono ironico, affronta temi più seri, come quelli visti nell’episodio ‘Missione in Africa’.

Leonetto, uno scienziato diverso

Una menzione particolare la merita Leonetto. Questo scienziato, che potremmo forse considerare il vero protagonista della storia, è sicuramente il personaggio più complesso che troviamo nell’anime. Il primo episodio ce lo presenta come un giovane genio che cerca di portare a compimento il suo grande progetto di creare un essere dai superpoteri. Non ci riesce, almeno non come pensava.

La prima particolarità è che non ci troviamo di fronte al prototipo di scienziato col camice bianco, magari attempato, con baffi e occhiali a cui siamo stati abituati in altri anime. Leonetto è un ragazzo affascinante, dalla lunga chioma e dagli occhiali scuri a goccia, che donano alla sua figura quel tocco di mistero. Sta di fatto che Nanà si innamora di lui al primo sguardo. Dalla scena sembra che lui ricambi questo colpo di fulmine eppure, fino alla fine della storia, lo vediamo interessato soltanto ad arricchirsi sfruttando proprio la ragazzina. La realtà dei suoi sentimenti uscirà soltanto nell’ultimo episodio quando, dopo aver letto la lettera di Nanà, in disparte si rattristerà per la sua ‘perdita’. Scena che farà capire al pubblico che anche lui prova per Nanà sincero amore.

Nanà, amata da buoni e… cattivi!

Ultimo aspetto su cui porre l’accento è lo stuolo di corteggiatori di Nanà a cui abbiamo fatto cenno raccontando la storia. Se la nostra eroina si innamora al primo sguardo di Leonetto (e scopriremo dunque alla fine che lui ricambia i sentimenti), il loro amico Bobolo è segretamente innamorato di lei. Se questo triangolo amoroso non fosse ancora sufficiente, ecco che anche i nemici di Leonetto prendono una cotta, uno dopo l’altro, per Nanà. Ne consegue una vera e propria gara d’amore, dove l’eroina viene messa in palio come premio ma che si conclude con un totale capovolgimento delle parti.

La sigla

La sigla italiana è cantata da Cristina D’Avena. Il brano è stato scritto da Alessandra Valeri Manera con la musica di Piero Cassano.

I personaggi

Nanà – La protagonista dell’anime. Una ragazzina che viene da un altro pianeta ed è dotata di poteri unici.
Leonetto – Un liceale che prova a fare lo scienziato, cnon sempre con successo. È lui che trova Nanà. Rimane al suo fianco sperando di arricchirsi ma, al contempo, inizia a provare dei sentimenti per lei.
Bobolo – Compagno di classe di Leonetto, sempre al suo fianco. È innamorato di Nanà e cerca di difenderla dalle sue mire.
Dott. Ishikawa – Scienziato simile al mostro di Frankenstein che vuole fare sua Nanà.
Gotanda – Collezionista di mostri che vuole aggiungere l’eroina alla sua “raccolta”.
Pannocchione – Bizzarro personaggio che ha una cotta per Nanà e vuole averla tutta per se.
Klondike – Giovane e ricchissimo capitano d’industria. Mira a sposare Nanà.
Seven e Eleven – Uccellini robot, compagni inseparabili di Nanà.

Nanà supergirl (memorial box)
  • Akira Shigino (Director) - Suguru Yamamoto (Author)

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Anna Montesano

Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"

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