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Lovely Sara: affrontare i drammi con una bontà ‘eccessiva’

Una piccola principessa che perde tutto ma, con la sua bontà senza limiti, riesce a trovare il suo meritato lieto fine

Dal futuro torniamo al passato, dallo spazio arriviamo ad una Londra del 1885, tra carrozze e nobiltà con la protagonista di questa nuova rubrica dedicata agli anime degli anni ’80. Lovely Sara è il titolo della storia di cui parleremo questa settimana, che ci riporta con la mente ad uno dei classici più amati di quegli anni, rimasti nel cuore di tanti anche per le successive trasposizioni della storia in film di successo come La piccola principessa del 1939 con Shirley Temple o il più recente film del 1995 di Alfonso Cuarón. La serie animata, in particolare, ha avuto un grandissimo successo, tanto da essere distribuita in tutto il mondo. D’altronde non si può rimanere non coinvolti dalla storia della piccola e dolce Sara. Andiamo dunque a scoprirla.

Lovely Sara: la storia

Dall’India a Londra

Le vicende, come accennato, sono ambientate nella Londra del 1885. Sara Morris ha 10 anni e, insieme al suo papà, è arrivata in Europa da poco, dopo aver lasciato l’India. Il padre è molto facoltoso e desidera per la sua unica figlia la migliore istruzione, è per questo che ha contattato il prestigioso collegio della città, dove alloggiano solo bambine dell’aristocrazia, diretto dalla severa Miss Minci. Sara e suo padre hanno un rapporto fortissimo: rimasta orfana di sua madre, la ragazzina ha vissuto sempre al fianco del suo unico genitore che la venera e vizia. Dopo essersi assicurato che il collegio abbia tutti i confort di cui sua figlia necessita, la saluta, pronto a ripartire per l’India e riprendere in mano i suoi affari. I due si lasciano con la promessa di scriversi ogni settimana.

Una drammatica notizia

Sara inizia dunque la sua vita nel collegio femminile di Miss Minci. Nonostante il lusso in cui ha sempre vissuto, la bambina è gentile, buona con tutti e non fa alcuna distinzione di classe. Inoltre è molto ben educata, raffinata e intelligente, cosa che attira le invidie e ostilità della sua amica di classe Lavinia, fino a quel momento la migliore della classe. Anche Miss Minci però non guarda di buon occhio Sara ma continua a trattarla con riguardo solo per la ricchezza di suo padre e per mantenere il buon nome del collegio. Tutto però cambia quando, nel giorno del suo compleanno, Sara riceve terribili notizie: non solo suo padre è morto in India, colpito da una febbre tropicale, ma ha anche perso tutta la sua ricchezza per un investimento che è risultato essere un grande imbroglio.

Una vita stravolta

Da questo momento la vita di Sara cambia del tutto e sprofonda in un baratro. La bambina non è cacciata dal collegio solo perché Miss Minci teme ne risenta il suo buon nome, ma la priva comunque di tutto ciò che ha per venderlo e pagare i debiti della bambina. Infine la sbatte in soffitta, in una stanza lugubre in cui vivrà d’ora in poi come sguattera, lavorando dunque al suo servizio. Non solo Sara sarà costretta a svolgere le mansioni più ingrate, ma sarà maltrattata da tutti coloro che avevano sviluppato un’antipatia nei suoi confronti, come Lavinia. Al contrario verrà aiutata da tutte le altre persone che hanno imparato ad amarla: le sue amiche, la sguattera Becky, il giovane cocchiere Peter. Sara, nonostante la sua nuova e difficile condizione, non perderà la sua bontà e la gentilezza che continuerà a mostrare anche a coloro che tratta male.

Un uomo misterioso dall’India

Le giornate di Sara vanno avanti tra commissioni e faccende faticose. Sono però intervallate da brevi momenti in cui può dedicarsi a una delle sue attività preferite: fantasticare guardando fuori dalla finestra. È proprio facendo questo che un giorno nota in una casa vicina un uomo che si circonda di servitori e di manufatti indiani. In realtà l’uomo, che si chiama Mr. Chrisford, è colui che ha imbrogliato il padre di Sara, proponendogli il falso affare della miniera che gli ha poi fatto perdere tutto. Pentito, l’uomo è volato a Londra per trovare la bambina, figlia dell’uomo, e adottarla. Come Sara nota lui, anche lui, insieme al suo avvocato, nota Sara. Pian piano si affeziona a lei, chiedendosi il perché della sua umile condizione nonostante modi e comportamenti ben distanti da quelli di una sguattera. È per questo che inizia a farle arrivare segretamente cibo e coperte, cosa che verrà però scoperta da Miss Minci che, temendo siano risultato di furti, la punirà severamente.

Il finale

La situazione di Sara continua a precipitare, tanto che è costretta a scappare dal collegio e farsi ospitare dalla famiglia di Peter, iniziando poi a lavorare come fiammiferaia. Sarà la scimmietta di Chrisford a cambiare le sue sorti: Sara, ritrovato l’animaletto, lo riporta al suo possessore. Qui, con una breve chiacchierata, Sara dimostra di non essere una sguattera ma una ragazzina ben educata e con modi da nobile. La protagonista racconta poi a Chrisford la sua storia e l’uomo comprende che è proprio lei la bambina che stava cercando, così la adotta. Tornata facoltosa, Sara decide però di non vendicarsi di Miss Minci e tutti coloro che l’hanno trattata male in quel periodo. Rimane anzi al collegio a concludere la sua educazione, sovvenzionandolo con una cospicua donazione. Lavinia però decide di tornare in America, sentendosi ormai battuta dalla rivale. Infine Sara e Mr. Chrisford decidono di tornare in India per qualche mese e godersi insieme una vacanza.

Lovely Sara: curiosità e considerazioni

Una storia, tante differenze

Lovely Sara, come altri anime che abbiamo raccontato nei vari appuntamenti della nostra rubrica, fa parte del progetto World Masterpiece Theater. Si tratta, ricordiamo, di anime tratti da romanzi per ragazzi provenienti soprattutto dall’occidente, prodotti con cadenza annuale. Tra quelli che abbiamo già osservato nelle scorse settimane c’è, ad esempio, Anna dai capelli rossi, Flo la piccola Robinson, Lucy May e Pollyanna. Ciò che va osservato in questo caso sono le varie differenze che esistono tra la trasposizione anime della storia e quelle dei film a cui abbiamo fatto cenno all’inizio dell’articolo.

L’anime resta quasi perfettamente fedele al romanzo La piccola principessa di Frances Hodgson Burnett, soprattutto per le vicende riguardanti il padre di Sara. Non accade lo stesso nei film. Ad esempio nella versione del 1995, l’uomo viene dichiarato morto in un conflitto di guerra (e non per febbre tropicale) quando in realtà è gravemente ferito e soffre di amnesia. Le ricchezze, invece, non sono state perse in un affare-imbroglio ma sequestrate dal governo britannico.

Una bontà “eccessiva”?

È proprio da una differenza tra anime e romanzo che nasce un’importante considerazione su Lovely Sara. A colpire è il fatto che nel romanzo Sara, alla fine, non solo non perdona Lavinia e non stringe amicizia con lei, ma nega anche la cospicua donazione al collegio di Miss Minci, cosa che invece accade nell’anime. Nelle pagine scritte, insomma, la bambina mantiene quel tratto tipicamente umano di chi non riesce a dimenticare una mole così gravosa di torti subiti, capendo che non tutti posso essere ‘cambiati’ e ‘redenti’. Al contrario, l’anime ci riporta immediatamente nei valori giapponesi in cui tante volte in queste settimane ci siamo imbattuti. Il sacrificio del protagonista, il perdono, un’empatia quasi inumana che va però coniugata anche col tipo di spettatori a cui è rivolto l’anime. L’insegnamento che ne si può trarre è, infatti, la positività, la determinazione e serenità con le quali Sara affronta le ingiustizie, che le torneranno indietro sotto forma di forza e maturità.

Una triste realtà

Un altro aspetto su cui l’anime pone l’accento è proprio la condizione che la protagonista vive una volta persa la sua ricchezza. Sara è una sguattera, una bambina di 10 anni costretta a lavorare. Proprio quello del lavoro minorile è un tema fondamentale di Lovely Sara, soprattutto perché all’epoca, nella realtà, era un grave problema della società. Il cartone animato si pone come compito proprio quello di sensibilizzare il pubblico sul tema. Va detto che tale tema è così importante che nell’ottica del progetto World Masterpiece Theater altre opere sono state incentrate su tale questione.

La sigla

La sigla “Lovely Sara” è cantata da Cristina D’Avena. La musica è di Giordano Bruno Martelli, con testo di Alessandra Valeri Manera.

I personaggi

Sara Morris – La protagonista della storia. Ha 10 anni, è di famiglia ricca ma rimane orfana dopo la morte della madre poco dopo la nascita e del padre all’inizio dell’anime.
Miss Geltrude Minci – La direttrice del collegio in cui viene lasciata Sara dal padre. È molto severa e nutre per la protagonista sentimenti di astio.
Becky – È una ragazza di 13 anni, molto povera, che fa la sguattera nel collegio. Diventerà una grande amica di Sara.
Lavinia – Alunna proveniente dagli Stati Uniti, perde la sua posizione di ‘preferita’ nel collegio con l’arrivo di Sara. Per lei sviluppa quindi un sentimento di astio che la porta a trattarla male e umiliarla.
Miss Amelia Minci – Sorella e succube della direttrice. Al suo contrario è simpatia e ben disposta verso Sara.
Margherita e Lalla – Alunne del collegio, grandi amiche di Sara.
Peter – Inizialmente il cocchiere di Sara, diventerà poi suo grande amico.
Jessie e Barbara – Le due migliori amiche di Lavinia, spesso complici nelle sue cattiverie verso Sara.
Molly e James – I due cuochi del collegio, cattivi nei confronti di Sara e Becky.
Monsieur Dupont – L’insegnate di francese del collegio.
Mariette – Inizialmente la cameriera personale di Sara, poi costretta ad abbandonare il collegio.

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Anna Montesano

Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"

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